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Bonus bebè, basta col medioevo assistenziale, detassiamo e incrementiamo l'economia. Il bonus bebè insufficiente per risollevare i tassi di natalità del Belpaese, ci vogliono interventi strutturali, sull'esempio di quanto si fa all'estero |
Sul bonus bebè, (la gif è dedicata a tutti i bambini tagliati dal bonus, clicca qui per leggere l'articolo), per come è stato "concepito" dal Governo in carica, condivido i commenti critici, riportati nelle righe sottostanti:
"L'idea di un sostentamento economico per i figli e le famiglie e' sicuramente un fine nobile, ma molto meno nobile ci sembrano i termini in cui si prospetta la reiterazione. Noi crediamo che in un'economia di mercato tutte le decisioni devono essere prese di conseguenza: nella fattispecie, un bonus bebè fatto non di una somma in denaro che esce direttamente dalle casse dello Stato ma, per esempio, non facendo pagare l'Iva ai prodotti tipici per la prima infanzia".
Il bonus bebè non basta per risollevare i tassi di natalità del Belpaese, ancorati a 1,3 figli per donna rispetto ai 2 auspicati dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000.
Andrea Borini, ginecologo e responsabile clinico e scientifico di un centro per la procreazione medicalmente assistita. spiega:
"Ci vogliono interventi strutturali, sull'esempio di quanto si fa oltreconfine. Con maggiori investimenti di risorse per le politiche della famiglia. Per esempio concedendo 14 mesi di congedi parentali per ogni figlio, divisibili tra madre e padre, con il mantenimento dell'80% della retribuzione. Come avviene in Germania. Un quadro assistenziale del genere permetterebbe meglio di scegliere se fare figli o no".
