I ricercatori stanno sviluppando un protocollo denominato "Human Salivary Proteome Project", per utilizzare la saliva in sostituzione delle analisi del sangue. Dal 2011, secondo i ricercatori, sarà possibile rilevare con il semplice prelievo della saliva, molte malattie, compreso il cancro.
Biologhi, chimici, esperti delle proteine, assistenti tecnici ed informatici del "Human Salivary Proteome Project", stanno collaborando per generare una tabella periodica delle proteine secretive salivarie. Finora, hanno identificato e conteggiato 1.166 proteine presenti nella saliva. La conoscenza di queste proteine, permette ai medici di rilevare gli indicatori del cancro alla gola, al seno e la presenza della sindrome di Sjögren, una patologia autoimmune caratterizzata dalla distruzione progressiva delle ghiandole esocrine, soprattutto di quelle salivari e lacrimali e associata spesso ad altre patologie di carattere autoimmunitario come: l'artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico.
A breve, il gruppo di ricercatori spera di trovare altre proteine collegate al cancro alle ovaie.
La prova della saliva è una delle applicazioni future dei dispositivi di laboratorio su circuiti integrati sviluppati come tecnologia microfluida. Gli scienziati spiegano che la saliva contiene tutti gli elementi strutturali che compongono il sangue, ma a concentrazioni da 1.000 a 10.000 volte più basse. Queste particelle sono diluite nella saliva e in altre secrezioni nella bocca. Grazie ai nuovi progressi della nanotecnologia, gli scienziati sono in grado di scoprire questi bioevidenziatori anche alle concentrazioni estremamente basse.
In conclusione, il test della saliva è ottimo perché è meno costoso delle analisi del sangue, fornisce i risultati nel giro di 30 minuti e non procura dolori fisici e psichici ai bambini ed alle persone sensibili con problemi di fobia all'ago.
Liberamente tradotto da InventorSpot
Il Papa, in occasione dell'Angelus domenicale del 5 agosto 2007, recitato dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, ha esortato l'uomo più ricco d'Italia a diffidare dalla ricchezza, che "non assicura la salvezza, anzi potrebbe persino comprometterla seriamente, tutto può finire B(e)r(l)uscamente".
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La capacità degli zebrafish di rigenerare le retine danneggiate dei loro occhi, ha fornito agli scienziati un indizio per avviare un trattamento sperimentale di cinque anni, per la cura della cecità. I ricercatori britannici, hanno detto di aver sviluppato in laboratorio un tipo di cellula formativa dell'adulto che si trova negli occhi dei pesci e dei mammiferi e si sviluppa dentro i neuroni della retina.
Astrid Limb, ricercatore della "University College London's (UCL) Institute of Ophthalmology", spiega:
"In futuro queste cellule potrebbero essere iniettate nell'occhio per curare malattie come la degenerazione maculare, il glaucoma e la cecità diabetica.
Il danneggiamento della retina - la parte dell'occhio che trasmette i messaggi al cervello -, è responsabile della maggior parte dei casi di perdita della vista. I nostri risultati hanno un potenziale enorme per intervenire in quasi tutte le malattie dell'occhio, causate prevalentemente dai neuroni danneggiati".
Astrid Limb, con i colleghi ricercatori, hanno studiato le cellule della glia di Müller (nella retina la principale cellula della glia è la cellula di Müller che partecipa alla comunicazione bidirezionale con i neuroni), per verificare che è possibile svilupparle in tutti i tipi di neuroni trovati nella retina di un ampio spettro di popolazione, dai bambini di 18 mesi, fino agli anziani di 91 anni. Inoltre - come riportato nella Rivista "Stem Cells" -, si possono facilmente sviluppare in laboratorio.
La speranza di Astrid Limb e dei ricercatori è di arrivare, entro cinque anni, all'autotrapianto delle cellule da iniettare nell'occhio dell'individuo. Successivamente, iniettare le cellule tra individui differenti e, dato che è così facile svilupparle in laboratorio, sarà possibile creare una banca delle cellule formative ed avere una varietà di cellule disponibili per la popolazione come con le trasfusioni di sangue".
Liberamente tradotto da Stuff.Co
I coniugi Duggar, non perdono un colpo, è nata Jennifer, la 17ma figlia. In totale la signora Mchelle è rimasta incinta per 10.5 anni

La famiglia Duggar, al gran completo
E' nata Jennifer Danielle, la diciassettesima figlia di Jim Bob e Michelle Duggar, una coppia dell'Arkansas che ha già messo in cantiere l'idea di fare altri figli.
Jennifer, l'ultima nata, fa parte della nidiata a crescita rapida dei Duggar, famiglia "estesa" che vive in un appartamento in Tontitown (non stupitevi, ho fatto una ricerca, il nome è proprio Tontitown, la città deve il nome ed i suoi natali alla figura del forlivese Pietro Bandini, sul finire dell'Ottocento fu missionario tra i pellerossa e fondatore della città di Tontitown, in Arkansas, comunità modello nella quale confluirono numerosissimi immigrati italiani, come riportato in questa News n. 4528. Ogni riferimento agli antichi abitanti ed all'attuale, prolifica coppia è puramente casuale.
Tutti i bambini (compreso il padre Jim, esclusa la madre che si chiama Michelle), hanno il nome che inizia con la lettera "J". Il più grande ha 19 anni, il più piccolo, prima di Jennifer, ha quasi due anni.
Jim Bob Duggar, sprizza gioia da tutti i pori: "Io e mia moglie siamo riconoscenti a Dio per questo nuovo regalo, siamo felici che è andato tutto bene".
Jennifer, si aggiunge all'elenco, a fianco l'età dei suoi fratelli e sorelle:
Joshua, 19;
John David, 17;
Janna, 17;
Jill, 16;
Jessa, 14;
Jinger, 13;
Joseph, 12;
Josiah, 11;
Gioia-Anna, 9;
Jedidiah e Jeremiah (gemelli), 8;
Jason 7;
James 6;
Justin, 4;
Jackson, 3;
Johannah, quasi 2;
Jennifer Danielle (appena nata)..
Sul sito Health Discovery, alcune note curiose e divertenti sulla famiglia Duggar:
- 126 mesi, l'equivalente di 10,5 anni, il tempo in cui Michelle, è rimasta incinta;
- 11 i mesi dell'anno (escluso giugno) in cui sono nati i bambini;
- 90.000 il numero dei pannolini utilizzati;
- 200 lavaggi mensili con la lavatrice;
- 2.000 dollari il mese per il mangiare.
Altra nota, tutti i bambini dei Duggar, hanno imparato a suonare, "giocando" con il pianoforte ed il violino.
Liberamente tradotto da FoxNews
Secondo le nuove disposizioni repressive della Cina - entreranno in vigore il 1° settembre -, i Buddha viventi tibetani non possono più reincarnarsi autonomamente, devono presentare domanda ai funzionari cinesi per gli affari religiosi, per ricevere l'autorizzazione dal governo ateista cinese.
La Cina governata dal partito comunista, ufficialmente ateista, controlla rigorosamente il Buddismo tibetano e tutte le altre religioni.
I Buddhas viventi sono un importante elemento nel Buddismo tibetano, formano un clero di figure religiose ed influenti, si crede che si reincarnano continuamente.
Spesso più di un candidato compete per essere riconosciuto come la vera reincarnazione. E' l'autorità a decidere chi ha il carisma e le qualità più significative, come nel caso del Panchen Lama, la seconda figura più influente nel Buddismo tibetano dopo il Dalai Lama.
Nel 1951, il Tibet è occupato militarmente dalla Cina. Nel 1959, dopo una rivolta sfociata nel sangue, con migliaia di tibetani uccisi dai cinesi, il Dalai Lama fugge in India per stabilire un governo in esilio.
Nel 1995, la Cina sceglie il suo Panchen Lama, un bambino di sei anni, mai mostrato in pubblico, per sradicare l'influenza religiosa e politica del vero D’alai Lama. Ora, si tenta con il blocco delle reincarnazioni.
Riusciranno i cinesi a sbarazzarsi definitivamente del Dalai Lama?
Liberamente tradotto da Metimes

L'artista iraniano Ali Khaliqi, per conto dell’Iran Carpet Company (ICC) ha realizzato il più grande tappeto persiano al mondo, lavorato interamente a mano, occupa una superficie di 5.625 metri quadrati (più grande di un campo di calcio).
L'enorme tappeto formato da nove sezioni con 2.2 miliardi di nodi, è stato prodotto a Khorasan nella provincia nord-orientale dell'Iran. Per la tessitura manuale, sono state impiegate 38 tonnellate di lana e cotone, le migliori della città iraniana di Sirjan e della Nuova Zelanda.
Le nove sezioni del tappeto appena ultimate, sono state distese nella piazza della grande Moschea Imam Khomeini a Tehran (qui, le spettacolari immagini), prima di caricarle su due aerei per spedirle ad Abu Dhabi, dove saranno montate esternamente nella zona centrale di preghiera della Moschea della capitale degli Emirati Arabi Uniti. Costo dell'operazione, tutto compreso, 5.8 milioni di dollari.
Per chi si accontenta, per altre funzioni, al costo virtuale di un omaggio, regalo un piccolo tappetino in scala, è questo :-).
Liberamente tradotto da NewsCom
La Haier WashH20, è la prima lavatrice al mondo a non utilizzare il detersivo per il suo innovativo ciclo di lavaggio. Il funzionamento che permette alla lavatrice di non utilizzare detersivi, più o meno inquinanti, si basa sulla proprietà della molecola dell'acqua, scissa nei relativi ioni H+ e OH.
Gli ioni del'OH, agiscono da sgrassatore, attraendo le macchie, mentre gli ioni H+ sterilizzano la biancheria.
La rivoluzionaria lavatrice, a quel che si dice, debutterà a breve in Francia al prezzo orientativo di 699 euri.
Liberamente tradotto wash2o.
All'interno del sito, cliccando un paio di volte su "On en parle", si può raggiungere il video della lavatrice, andato in onda sul canale televisivo di France 2.
La "Queensland University of Technology International Laboratory" per la qualità e la salute dell'aria, ha analizzato un gran numero di modelli di stampanti laser, il 30% delle stampanti prese in esame, sono risultate pericolose, potenzialmente dannose per la salute per l'emissione delle particelle ultra sottili, capaci di infiltrarsi nei polmoni e causare gravi danni, simili a quelli procurati dal fumo della sigaretta (a questo proposito, sulla pericolosità delle stampanti laser negli uffici, sui filtri da adottare, ecc., invito a leggere qui).
Lidia Morawska, professoressa del QUT (Queensland University of Technology International Laboratory), spiega:
"Le polveri sottili creano la maggiore preoccupazione perché possono penetrare in profondità nei polmoni. Le particelle emesse dalle stampanti, si liberano nell'aria, sono molto piccole, simili a quelle del fumo della sigaretta, penetrano in profondità nei polmoni e procurano notevoli danni.
Gli effetti sulla salute causati dall'inalazione delle polveri sottili, può variare da irritazioni respiratorie a malattie più gravi come problemi cardiovascolari e cancro".
I risultati della ricerca sono stati pubblicati nel Giornale ambientale di scienza e di tecnologia della società chimica americana.
I ricercatori, per attenuare i danni, raccomandano a tutti una buona ventilazione dell'ufficio, per dar modo alle particelle emesse dalle stampanti di non ristagnare nell'aria ma di disperdersi fuori dell'ambiente di lavoro.
Liberamente tradotto da NewsCom.au