Le parrucche delle Celebrità acconciate in stile Bob Marley, Samuel L. Jackson, Donald Trump, per i bambini e quelle tipo Lil Kim, per le bambine, in voga in America, sono arrivate timidamente in Inghilterra con l'intenzione di propagarsi come moda (speriamo di no) in Europa. La novità delle parrucche per bambini da 0 a 9 mesi, ha già fatto drizzare i capelli in testa a molti inglesi (anche a me che non sono inglese).
Michelle Elliott, psicologa, fondatrice della "Children's Charity Kidscape" organizzazione per la tutela e l'aiuto ai bambini, mette in guardia i genitori (brava, diglielo che sono scemi):
"Questa parrucche sono ridicole e oltraggiose per i bambini; chi ha intenzione di comprarle, per prima cosa deve farsi controllare il cervello. I bambini sono meravigliosi, non possono indossare queste orrende parrucche che si sporcano facilmente e sono scomode da indossare. E' l'ultima cosa che i bambini desiderano".
L'idea "operazione baby parrucca" è nata a un'azienda californiana, la Baby Toupee. Obiettivo è quello di offrire ai genitori che hanno una grande responsabilità verso la prole, momenti di puro divertimento da condividere con i propri figli, figli che ripagheranno con un viso sempre sorridente.
Il concetto alla "sfumatura bassa" è di Graham Farrar, fondatore della Baby Toupee. Ai genitori (sono loro che devono comprare le parrucche) dice:
“Avere un bambino non significa che di colpo dovete smettere di divertirvi, prendendo alla lettera tutto quello che trovate scritto nei libri. Noi vi offriamo l'occasione di chiudere il libro e fare di testa vostra, all'insegna del puro divertimento.
Ricordate, i bambini crescono in fretta, dopo 9 mesi non sarà più possibile mettergli una parrucca Baby Toupee, capiranno e vi daranno una randellata in testa".
Liberamente tradotto da DailyMail
La pacchia per chi scarica illegalmente musica e film da internet sembra avere i giorni contati. A minacciare i furbi è l'invenzione di un giovane inglese di 23 anni Jonathan Friend, il più odiato di internet, ma genio del computer di Birmingham. Le amicizie, quelle redditizie, le sta stringendo con le major di Hollywood che guardano al suo software come alla soluzione di tutti i loro problemi di incasso.
Ma come funziona il software antiscrocconi? Quando vogliono scaricare un film senza pagare, i portoghesi del web si collegano a siti specializzati, digitano il titolo che interessa e immediatamente vedono comparire sul display chi lo mette a disposizione online. Un altro clic e comincia il download verso il proprio computer.
È a questo punto che entra in funzione l'invenzione del giovane Friend, che rende lentissime le operazioni di copia via web.
«Non c'è modo di bloccare definitivamente il fenomeno» spiega Friend «ma con il mio sistema diventa terribilmente frustrante. Se con la banda larga una volta servivano circa 15 minuti per scaricare un film adesso la stessa operazione richiede ore.
I miei computer sono in grado di tracciare tutto quello che si muove sulla rete e tengono sotto osservazione le principali fonti di approvvigionamento di contenuti illegali come la rete peer to peer The Pirate Bay, che ha sede in Svezia, o la Ares, che si trova nei paesi dell'Est europeo. Dalla mia console di comando a Birmingham, sono in grado di identificare tutti coloro che si scambiano i file in rete e seguirli in tutte le loro mosse fino alla loro casa».
Una volta che il sistema di Friend intercetta un'operazione di download illegale, sul computer dell'ignaro pirata compare una clessidra e l'operazione diventa interminabile.
Fonte: Panorama
Promosso dal Research Center on Information Technology and Partecipatory Democracy,
il progetto si prefigge di raccogliere i dati sul particolato (polveri sottili) in varie città d'Europa, utilizzando gli studenti di varie scuole.
Per l'Italia partecipano tre scuole milanesi:
- Istituto Tecnico "Feltrinelli"
- Liceo Scientifico "Luigi Cremona"
- Istituto Sperimentale "Rinascita-A. Livi",
individuate e coordinate dalle MAM (Mamme Antismog di Milano).
Per un mese i figli/studenti delle mamme antismog, a turno, si sostituiranno alle centraline: andranno in giro per 24 ore con uno strumento di misurazione delle polveri sottili (PM 2.5) del peso di circa 300 gr,
raccogliendo così i dati sull'esposizione personale reale negli esterni e all'interno degli ambienti.
I risultati saranno il punto di partenza per innalzare il livello di consapevolezza dei cittadini sul problema dell'inquinamento, e si spera che sproneranno i politici a prendere provvedimenti, anche difficili,
per ridimensionare realmente l'inquinamento atmosferico nei centri urbani.
Mamme antismog
La tv, con Raitre e la struttura Rai Educational, entra a gamba tesa nel dibattito sull'eutanasia. 'La storia siamo noi', il programma di Giovanni Minoli, proporra' infatti lunedi' il filmato di un'eutanasia in diretta. La storia, che segue giorno per giorno l'ultima fase della vita di un uomo, affetto da una malattia incurabile, fino alla sua 'morte a richiesta', viene dall' Olanda e venne trasmessa dallo stesso Minoli, tra molte polemiche, nel '95 su Raidue (l' 'Osservatore romano' parlo' di 'telecrazia' che si afferma "anche sul diritto di vivere").
All'epoca il filmato venne pero' 'tagliato' proprio nella scena-clou, quella dell'iniezione al curaro perche', spiego' allora Minoli, si voleva "rispettare il concetto di morte e la sensibilita' di tutti i telespettatori". Stavolta, pero', il filmato sara' integrale.
Alcuni Paesi, all'epoca, avevano invece richiesto alla casa produttrice olandese soltanto la sequenza finale.
Il documentario, che dura 52 minuti, racconta gli ultimi giorni di vita di Cees Van Wendel de Joode, 62 anni, malato di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurologica che blocca progressivamente qualsiasi movimento e per la quale non esiste cura. In una Amsterdam perennemente plumbea, si assiste alla decisione del malato di richiedere l'eutanasia, che in Olanda e' legale, entro alcuni limiti, alle visite del medico incaricato di praticarla e ai suoi dubbi etico-professionali, ai dialoghi con la moglie che interpreta i pensieri del marito attraverso i suoi frammenti gutturali di parole sempre meno comprensibili. Si arriva al giorno stabilito dal malato per morire e la telecamera inquadra l'addio alla moglie, le ultime domande del medico che chiede all'uomo se e' ancora fermo nella decisione, i preparativi per la 'morte dolce'.
"Chiediamo al presidente Claudio Petruccioli e al direttore di Rai Tre Paolo Ruffini di intervenire al piu' presto sulla messa in onda del filmato sull'eutanasia che sara' trasmesso il prossimo lunedi' all'interno del programma 'La storia siamo noi'". Lo dichiarano Renzo Lusetti della Margherita, Loredana De Petris dei Verdi, Ignazio Marino dei Ds: "Fatta salva la liberta' di opinione e' gravissimo che il servizio pubblico possa mandare in onda filmati del genere. A maggior ragione se si pensa che, nel tentativo di farsi pubblicita', questo documentario viene annunciato addirittura una settimana prima". "Si tratta di una decisione inopportuna e di cattivo gusto che lede la credibilita' del servizio pubblico e su cui auspichiamo un intervento immediato dei vertici Rai".
Il programma di Minoli sull'eutanasia, in onda lunedi' prossimo? "Non l'ho visto. Credo che la Rai debba proporre un'offerta varia e complessa. Non ci sono esclusioni a priori. Spetta poi alla responsabilita' di chi realizza il programma". Cosi' il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un'opinione sul tema della puntata che Minoli lunedi' prossimo dedichera' al tema dell'eutanasia al centro del dibattito politico.
"Il tema dell'eutanasia racchiude implicazioni giuridico-morali di tale ampiezza e dirompenza da richiedere agli operatori dell'informazione pubblica un'attenzione quanto mai rispettosa della sensibilita' dei telespettatori. Per questo motivo va evitato l'effetto 'pugno nello stomaco' che la spettacolarizzazione della morte finirebbe fatalmente per creare nelle coscienze dei cittadini, condizionando sul nascere un dibattito che, al contrario, necessiterebbe di serenita' di giudizio e di meticolosi approfondimenti". Lo ha dichiarato il presidente della Vigilanza Rai Mario Landolfi in merito all'annunciata trasmissione di Raitre 'La storia siamo noi' che mandera' in onda un filmato sull'eutanasia.
"La Rai, infatti, farebbe torto alla propria vocazione se non ritagliasse per se' il ruolo di garante di un'informazione ragionata e di interprete dei sentimenti piu' profondi della nostra comunita' nazionale", ha aggiunto Landolfi.
Fonte: Aduc Vivere & Morire
Alla fine del 2006 mancano poco piu' di tre mesi, ma a giudicare dalle previsioni fatte da uno degli astrologi contemporanei piu' attendibili, il tunisino Hasan as Shahrani, saranno tre mesi nell'arco dei quali accadranno per lo meno un paio di avvenimenti destinati a sconvolgere non solo gli equilibri socio-politici del mondo intero, bensi' l'opinione pubblica mondiale.
Iniziamo col dire che il tunisino Hasan as Sharhani viene considerato uno degli astrologi piu' famosi al mondo, sul conto del quale ci sono diverse previsioni di carattere mondiale che poi si sono puntualmente verificate: innanzitutto l'assassinio del primo ministro israeliano Ytzhak Rabin, avvenuto nel dicembre del 1995, la morte in un incidente stradale della principessa Diana nell'agosto del 1997, l'invasione americana in Iraq, l'attentato terroristico di Londra, la morte di Papa Woityla e per finire l'ictus che ha colpito a gennaio l'ex primo ministro Sharon costringendolo all'invalidita' permanente. A questo ultimo proposito, as Sharani aveva inoltre aggiunto che "il successore di Sharon versera' molto sangue". Davanti alle telecamere del canale televisivo "El-Arabie", Hasan as Sharhani ha raccontato all'umanita' cosa l'aspetta in questi ultimi tre mesi e poco piu' del 2006:
"La fase finale dell'anno in corso sara' tremenda - inizia cosi' l'astrologo tunisino le sue previsioni apocalittiche -. In molte regioni della Terra verra' versato molto sangue. In Iraq soprattutto avverra' un atto terroristico che costera' la vita a centinaia di soldati americani. Inoltre una citta' costiera americana sara' soggetta ad un nuovo sanguinario attacco terroristico ed i cittadini americani si mobiliteranno costringendo il loro governo a ritirare le truppe statunitensi dall'Iraq". L'eminente astrologo tunisino prevede inoltre, entro la fine del 2006, la fuoriuscita di una notizia destinata a sconvolgere l'opinione pubblica mondiale: il mondo intero verra' a conoscenza del fatto che gli atti terroristici dell'11 settembre 2001 a New York e Washington vennero organizzati dai servizi segreti americani in cooperazione con la "Mosad", cioe' i servizi segreti israeliani. "Tutti i mass-media mondiali trasmetteranno che furono i servizi segreti americani ed israeliani a progettare e mettere in atto gli atti terroristci dell'11 settembre", sostiene l'astrologo. Secondo as Sharhani tale notizia non solo sconvolgera' l'intera umanita' ma privera' i fautori della cosiddetta "guerra mondiale al terrore" del loro argomento principale. La sfiducia nei confronti dell'amministrazione americana scadra' sino a tal punto che tocchera' il proprio culmine con quella che, secondo l'astrologo tuinisino, e' destinata a diventare la notizia dell'anno: il presidente americano George Bush verra' ucciso da un killer. A questo proposito va detto che Hasan as Sharhani, nonostante le molte previsioni azzeccate, aveva previsto la morte di Bush per mano di un killer gia' nel corso del 2005. Tuttavia continua ad insistere con la sua tesi: "Le stelle lo indicavano chiaramente, ma nel corso del 2005 Saturno e' entrato nell'orbita della costellazione del Cancro. Nella fase finale del 2006 questo fenomeno non si ripetera' e Bush verra' ucciso senza ombra di dubbio", ha fermamente dichiarato as Sharhani. E, sempre secondo l'astrologo tunisino, George Bush non sara' l'unica personalita' di calibro mondiale a non poter festeggiare il Capodanno 2007, dal momento che a causa di una grave malattia, fara' la stessa fine un suo "vecchio amico": Saddam Hussein.
Fonte: Scriptanews/Pravda Ru
Dopo l'allarme polveri sottili, l'allarme del cibo contaminato, e tutti gli allarmi che riguardano la salute dell'uomo, leggo una nuova notizia davvero allarmante: nei vestiti venduti in Europa, anche sostanze cancerogene (olè).
L'allarme lo lancia l'Italian Texile Fashion (Itf), organismo delle Camere di Commercio italiane per la moda. Avverte che più della metà dei capi di abbigliamento che vengono venduti nei negozi di tutta Europa è fuori legge,il 57% di questi non rispetta le prescrizioni di legge relative alla composizione fibrosa del tessuto. Non solo: secondo l’indagine il 9,5% dei capi venduti contiene ammine aromatiche cancerogene, sostanze nocive alla salute dell’uomo proibite dalle direttive europee, e, infine, nel 6,5% c’è assenza di criteri ecologici.
Lo studio dell’Itf è stato realizzato ad Amsterdam, Barcellona, Francoforte,Parigi e Stoccolma e ha rilevato, inoltre, che solo il 3,2% dei vestiti contiene un'etichetta che dichiara la provenienza del capo, mentre il 36% non fa riferimento alla produzione e il restante 60% indica una provenienza da Paesi extra Ue. In questi ultimi, poi, la percentuale di capi non conformi alle direttive cresce di quasi l’11%, raggiungendo il 68,5%.
«Le cifre presentate - ha commentato il ministro per il Commercio internazionale e le Politiche europee Emma Bonino - sono una motivazione in più perché si trovi una soluzione in Consiglio europeo per quanto riguarda la proposta di rendere obbligatorio il “made in” come previsto in Usa, Giappone, Cina e Canada».
Arrivati a questo punto, mi chiedo, che faccio, divento nudista??
Fonte: Metro/Italian Texile Fashion
Il matrimonio fra Timmy e Muffin (una coppia molto speciale) celebrato a Londra, con tutti i crismi dell'ufficialità e dell'originalità.
E' la prima volta che viene officiato un matrimonio "very dog" e la notizia ha fatto il giro del mondo.
Per la simpatica coppia, hanno speso 3500 euro per la cerimonia, il banchetto e il viaggio di nozze.
Timmy e Muffin .
Paris Hilton, l'ereditiera regina del gossip, trova ogni giorno il modo di far parlare di sé. Recentemente era stata arrestata dalla polizia di Los Angeles per guida in stato di ubriachezza.
Rilasciata dopo aver pagato una penale aveva dichiarato:
"Non ero ubriaca stavo solo correndo un po' troppo (a zig-zag) perchè ero molto affamata. Avevo lavorato tutto il giorno ad un video musicale senza mettere nulla sotto ai denti e a digiuno, ho buttato giù nello stomaco solo un goccettino. La stanchezza e la fame mi hanno fatto passare per ubriaca".
Adesso, per dimostrare a tutto il mondo e in particolare alla Coldiretti che "regge" l'alcool, la Paris Hilton, ha deciso di venire in Italia per fare la testimonial "provocante" al prosecco: si farà fotografare in atteggiamento conturbante, mentre sorseggerà il vino in lattina con una cannuccia.
Rivoluzionaria tecnica in tema di tricologia. La notivà verrà presentata a Milano il 27 settembre, presso l'Istituto Quadronno. A metterla in pratica, sarà il Prof. Vincenzo Gambino, presidente della Società Italiana di Chirurgia della Calvizie.
La tecnica inventata in America, consiste nel prelevare i peli dal petto per trapiantarli in testa di chi è completamente glabro.
Si è scoperto che i follicoli piliferi dei peli del petto, quando vengono "sdradicati" e trapiantati sul cuoio capelluto, acquisiscono informazioni genetiche della zona di pelle in cui vengono inseriti ... e si compie il miracolo: da villosi peli del petto si trasformano in veri capelli del cranio (non come quelli posticci dell'uomo della bandana).
Sarà vera rivoluzione capelliniana? al calvi l'ardua sentenza.
Un po' di storia
Nei secoli, prima del Prof. Vincenzo Gambino, hanno provato in molti a dare consigli per far ricrescere i capelli.
Plinio il Vecchio suggeriva di strofinare con della soda la zona priva di capelli e poi di applicare infuso di vino, zafferano, pepe, aceto, laserpizio e sterco di topo.
Pietro Donavita al posto della soda consigliava di strofinare il cranio con il grasso d’orso mescolato a cenere di ghiande. Se nulla accadeva,suggeriva di prendere tre rane vive, farle abbrustolire in una pignatta, mescolare la cenere con il miele, poi con la poltiglia ricavata, di ungere la zona dove far ricrescere i capelli.
Meno complicata da realizzare, una vecchia lozione calabrese che indica di far macerare al buio per otto giorni 3 peperoncini in un litro di alcool. Filtrarla e frizionare due volte al giorno.
Il presidente del Venezuela Hugo Chavez, ha lanciato un nuovo attacco personale al presidente George W. Bush. Mentre si trovava all'interno della chiesa battista di Olivet, nelle vicinanze di Harlem a New York, durante il suo "sermone", di fronte ai fedeli che gremivano la chiesa, ha detto:
«Bush è un ubriaco che cammina come John Wayne. Mi dovete credere è alcoolizzato è un uomo malato. Non capisce niente di politica, è diventato Presidente solo per aiuti ricevuti dal padre George Bush. Gli Stati Uniti dovrebbero scegliere un presidente intelligente con il quale è possibile comunicare e lavorare».[breve video]
Il giorno prima, in occasione del suo intervento all'Assemblea delle Nazioni Unite, Chavez, dopo essersi fatto il segno della croce aveva detto:
«Bush è il diavolo, ieri (alle Nazioni Unite, si riferisce all'intervento di Bush del giorno prima), è stato qui a parlare come se fosse il padrone del mondo, si è allontanato, ma qua dentro c'è un odore strano di zolfo».
Tornando ad Harem, Hugo Chavez era lì non solo per aggiungere altre invettive contro Bush, ma anche per annunciare un programma di aiuti per la fornitura di nafta venezuelana (poco costosa) per le famiglie povere di New York.
Le "sparate" sarcastiche di Hugo Chavez durante il suo discorso alle Nazioni Unite, hanno fatto infuriare molti rappresentanti americani presenti all'Assemblea e non solo.
L'ex presidente Clinton, considerato un amico di Chavez ha commentato:
“Non sta danneggiando gli americani, in questo modo, danneggia solo il suo paese".
La stampa americana è rimasta sorpresa dalle offese di Chavez ritenute più dure di quelle del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Sono andati a rispolverare altri discorsi diventati famosi come quello di Nikita Khruschev nel 1960 e di Yassir Arafat che parlò "armato" portando con se la sua pistola nella fondina ben visibile sul fianco.
Critiche anche da Charles Rangel, un duro oppositore di Bush, riferendosi a Chavez ha detto:
“Non entrate nel mio paese per condannare il mio presidente e offenderlo. La critica non deve essere rivolta a Bush, ma a tutti gli americani che lo hanno votato".
Liberamente tradotto da Breitbart