
«Il 25 aprile è una data all'origine della nostra Repubblica. Vorrei che questa assemblea potesse idealmente svolgersi a Marzabotto e quella collina annegata nel verde in cui si ricorda l'orrore: anche lì è nata la nostra Costituzione a la nostra irriducibile scelta di pace, la nostra irriducibile scelta di lotta contro la guerra e il terrorismo». Nel suo discorso di insediamento alla presidenza di Montecitorio il “rosso” Fausto Bertinotti parte dai valori della Costituzione. Cita la Liberazione, il primo maggio e anche don Milani (esempio «di una grande coscienza civile e riformatrice del paese»).
Poi richiama e scandisce il senso e il valore dell'articolo 11 della Costituzione in cui l'Italia «ripudia la guerra»: «Nella Costituzione - dice il neopresidente della Camera - c'è la scelta di pace fatta con l'articolo 11, una scelta irriducibile di lotta contro ogni guerra e ogni terrorismo». Detto questo, aggiunge subito Bertinotti, «anche oggi noi piangiamo i soldati uccisi a Nassiriya». A questo punto scatta immediato un lungo applauso, bipartisan, dell'aula in onore delle vittime italiane in Iraq.
Non applaudono invece dal centrodestra quando Bertinotti cita Pietro Calamandrei, uno dei padri della Costituzione e militante del Partito d'Azione, ricordato per le sue parole sulla Resistenza, quando consigliava ai giovani di recarsi nelle montagne dove hanno combattuto i partigiani: «Andate li perché li è nata la nostra Costituzione, li c'è l'origine della nostra Repubblica. Vorrei che questo pellegrinaggio fosse il viatico per i lavori di questa assemblea per trovare nelle radici le ragioni e la forza per progettare il futuro dell' Italia, dell'Europa e del mondo».
[Fonte: UnitàOnline]

Francesco Storace non dimenticherà facilmente le elezioni regionali del 2005 nel Lazio. Gli sono state fatali, decretando la sconfitta contro il candidato del centrosinistra, Piero Marrazzo. Hanno dato il via alla sua caduta politica, non frenata nemmeno dalla nuova carica di ministro della Salute del governo Berlusconi. Ora potrebbero segnare la fine della sua carriera. L’uomo forte di Alleanza Nazionale e il suo fido braccio destro Nicolò Accame sono indagati per associazione a delinquere finalizzata alla violazione dell’archivio informatico della società Laziomatica nell'inchiesta sui presunti illeciti commessi nel corso della passata campagna elettorale alle regionali.
La Procura di Roma ha scritto i nomi nel registro degli indagati insieme a quelli degli investigatori Pier Paolo Pasqua e Gaspare Gallo, l'ex-direttore di Laziomatica Mirco Maceri, l'avvocato Romolo Reboa e il vicepresidente del consiglio comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma (An). Storace si era dimesso da ministro della Salute il mese scorso, in piena campagna elettorale, dopo essere stato coinvolto nelle indagini.
Un'inchiesta parallela a quella romana, condotta dalla procura di Milano, aveva portato all'arresto di sedici persone con l'accusa di aver spiato lo scorso anno i candidati presidenti della Regione, Piero Marrazzo, poi eletto, e Alessandra Mussolini, nel tentativo di screditarli a vantaggio del presidente uscente Storace, di Alleanza nazionale. Tra gli arrestati nell'inchiesta milanese con l'accusa di corruzione, violazione del segreto d'ufficio e falso c'erano investigatori privati, membri della Gdf e delle polizia e dipendenti Telecom.
Nell'inchiesta sono indagati anche Nicola Santoro, un ex collaboratore dello staff elettorale di Storace ai tempi della sua presidenza del Consiglio regionale del Lazio, e Dario Pettinelli, anche lui ex componente dello staff pubbliche relazioni. Proprio da un verbale di interrogatorio di Pettinelli, sentito dai pm Italo Ormanni, Achille Toro e Francesco Ciardi, titolari dell'inchiesta sul “Laziogate”, emersero le presunte responsabilità di Storace nel controllo degli elenchi, fatto attraverso l'incursione informatica nell'anagrafe del Comune di Roma, dei sottoscrittori della lista di As di Alessandra Mussolini.

Mancava solo lei, la Ferrari. La lussuosa automobile italiana era, fino a ieri, forse l'unico prodotto del made in Italy che non aveva trovato in terra d'Oriente un gemello taroccato. Presto rimediato: anche la mitica auto di Maranello è entrata ufficialmente a far parte del catalogo dei falsi cinesi.
A denunciarlo, il vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini, che ha illustrato "la curva crescente delle contraffazioni che ormai spaziano dalle scarpe, agli occhiali, sino alla farmaceutica e all'agroalimentare.
L'ex ministro degli Esteri ha proprio mostrato la foto di una Ferrari falsa e ha spiegato che in Cina ne sono state prodotte ben sette.
Per questo, Frattini, commissario responsabile per la Giustizia, Sicurezza e Libertà, ha presentato una proposta di direttiva destinata a rafforzare la lotta contro le contraffazioni. "Solo con un sistema chiaro di sanzioni penali, potremo agire insieme in questo campo", ha spiegato. [da Affari Italiani].
Un plauso all'ex Ministro Frattini, che ha gettato l'allarme delle Ferrari false cinesi. Non a caso è proprio Frattini a farlo, memore (penso che non si sarà dimenticato), di un episodio accadutogli nel 2003, quando in veste di Ministro degli Esteri, in visita in Cina, con l'allora Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, fu colto sul fatto dai giornalisti al seguito della delegazione italiana, mentre comprava un orologio taroccato.
Riporto la cronaca di quei giorni:
«Potendo contare su mezza giornata di libertà, a poche ore dall'inizio del vertice tra l'Ue e la Cina, il ministro si è concesso un po' shopping nella capitale cinese. Appuntamento d'obbligo il mercato delle perle, lo Hong Qiao, famoso sia per i prezzi bassi che per le perfette imitazioni delle griffe più famose. Dopo essersi dedicato appassionatamente alla scelta e alla contrattazione di alcuni fili di perle, poi puntualmente acquistati, il ministro si è lasciato tentare e si è fermato a un banchetto che vendeva orologi falsi. Iniziata la contrattazione alla fine si è immancabilmente arrivati all'acquisto.
Al giornalista che, accompagnandolo all'uscita, gli ha fatto presente che qualcuno tra i suoi colleghi di governo non avrebbe gradito il gesto, Frattini ha replicato con un largo sorriso». [News2000].
Ferrari taroccata? per fortuna abbiamo l'esperto Frattini, pronto a riconoscerla e speriamo, a non averla "fatta sua", dato i precedenti acquisti di cui sopra (fili di perle e orologio) .
Pubblicato su LiberoBlog 
Ho pensato di inoltrare al Professor Prodi, un piccolo suggerimento, quello di non fare tutto da solo, ma di chiedere la collaborazione ai suoi alleati che in gruppi di tre, quattro o cinque persone, possono risolvere brillantemente ogni problema. Confortato dalla risposta positiva che mi hanno dato i miei colleghi dell'Università dell'Illinois, a cui avevo presentato il mio studio, pubblicato successivamente sul Journal of Personality and Social Psychology, ho fatto pervenire al Professore la mia ricerca. Professore, ho preso in esame un numero a caso, 760 soggetti, che isolatamente o in gruppi di un numero variabile, ho sottoposto a una serie di problemi di tipo crittografico (perché non ho mai capito il linguaggio politico di chi lo fa per mestiere), per valutare non solo i risultati, ma anche i tentativi di risposta prima del raggiungimento di quella corretta. Rifacendomi a ricerche precedenti che avevano dimostrato che i gruppi hanno una marcia in più di fronte a un ampio spettro di problemi difficili (quelli che sicuramente troverà in questa legislatura), ho confrontato un numero equivalente di singoli individui e di gruppi, notando che i gruppi di due persone si collocano, per capacità di risolvere i problemi, allo stesso livello dei due migliori individui dell'Unione (Prodi e D'Alema), ma non li superano, probabilmente perché sono troppo piccoli per innescare le dinamiche di produzione ottimale di ipotesi e di rifiuto di quelle erronee. Quando però il problema l'ho fatto affrontare a 3, 4 o 5 persone insieme, le prestazioni sono nettamente migliorate, arrivando a superare le singole prestazioni che umanamente possono essere fornite da Lei e D'Alema. Per questo, per rafforzare il mio suggerimento, ho coniato il famoso detto:"L'Unione fa la forza". Buon lavoro Professore, tenga conto della mia ricerca.

Prego Presidente Ciampi, in questo momento l'ho collegata via satellite. I cinesi pendono dalle sue labbra, dica qualche cosa di sinistra e non di sinistro ...come ha purtroppo fatto quel pazzo di Berlusconi.
"Sono lieto di inaugurare l’inizio delle trasmissioni via satellite della Rai in Cina e della televisione cinese in Italia".
Questo è quanto ha annunciato il nostro Presidente che ho ripreso con la telecamera della Rai, dal suo studio al Quirinale e mandato sottotitolato in cinese (non lui ma le sue parole). Purtroppo non ho avuto tempo di riprodurre - per chi legge -, la sottotilazione in cinese, ma vi assicuro che ho tradotto in cinese questo saluto del Presidente, trasmettendolo in simultanea ai colleghi della televisione cinese).
Entrando nella notizia, da oggi e per tutto l’anno, la televisione di stato cinese, un gigante con un miliardo e 200 milioni di telespettatori e 16 diversi canali, trasmetterà ogni settimana tre ore e mezzo di trasmissioni della Rai, musica, opera film e documentari sulle bellezze artistiche e culturali, cartoni animati e approfondimenti sull’Italia.
In verità, per mia decisione (tanto il Presidente non mi ascolta perché è in beata discussione con i nostri cinesi Lucia Annunziata e Sandro Curzi), ho spiegato ai dirigenti cinesi, di non tener conto della programmazione ufficiale, perché il palinsesto che riceveranno dalla televisione italiana, sarà solo quello prodotto interamente da RAI3, il canale culturale, l'unico canale che in tutti questi anni, con Blob, Ballarò, Reporter, ecc, ha cercato di contrastare l'apparato mediatico del nanetto Berlusconi, quello che vi ha offeso, parlando di bambini bolliti.
Tranquilli, amici cinesi, l'abbiamo cotto a dovere, il bollito è lui, finalmente, voi e noi, ce lo siamo tolto dai coglioni.
Presidente Ciampi, grazie per il collegamento e per aver inaugurazione il nuovo canale satellitare. Adesso, senza il nanetto, possiamo dire che l'Italia e la Cina, sono veramente più vicini.
Per chi ha perso il collegamento in diretta, la replica è qui.

Oggi, 25 aprile, ricorre il 61mo anniversario della liberazione del paese dal nazifascismo. Una ricorrenza che sara' celebrata in tutta italia: a Roma le cerimonie avranno inizio con la deposizione di una corona d'alloro all'altare della patria, da parte del presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi. A Milano, grande manifestazione: partecipera' anche Romano Prodi.
"La celebrazione del 25 aprile quest'anno, scrive Prodi sul suo sito, "rammenta a tutti noi anche l'urgenza di difendere la nostra Costituzione". "La riforma costituzionale che la destra ha portato a conclusione senza un confronto parlamentare stravolge il senso del lavoro della Costituente del 1947 che seppe far prevalere l'interesse generale su quello delle parti e
il bene di tutti sulle divisioni ideologiche. Per questo - conclude Prodi - e' importante ricordare in questa giornata che la partecipazione popolare al prossimo referendum sia la piu' ampia possibile e che il no a questa sbagliata riforma costituzionale arrivi da ogni parte d'Italia".
Un legame che provoca le proteste indignate di tutto il Centrodestra, dalla Lega ad An per passare per l'Udc, che accusa Prodi di voler dividere il paese in un giorno che dovrebbe vederlo unito. Non si fa attendere la riposta del premier dell'Unione che laconico afferma: "C'e' chi ama la Costituzione e chi non la ama". [Fonte: RaiNews]
Prodi: "Andreotti e la fiction? Non rispondo"
Prodi non ha voluto esprimere alcun commento sull'ipotesi di affidare a Giulio Andreotti il ruolo di protagonista alla presidenza del Senato: "Non rispondo a questa domanda. Io lavoro per il governo e non per il cinema".
Chi non lavora per il Governo ma per il cinema fiction
Bondi, Fi: "Andreotti, pratagonista di grande prestigio"
"La candidatura come attore protagonista di Andreotti è una candidatura di grande prestigio": lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia in una intervista al Giornale Radio Rai.
Andreotti, l'attore consumato: "Accetterò il ruolo"
"Sarei felice di accettare il ruolo di protagonista se me lo daranno. Se vivo la candidatura come una rivincita dopo il lungo calvario giudiziario con la produzione dell'ultimo mio film? No, non la vivo come una rivincita ma è sicuramente una grande soddisfazione".
La candidatura di Giulio Andreotti a Presidente del Senato? ditemi che è una fiction, non posso credere a una simile eventualità.
Andreotti, e la fiction del Fantasma di Corleone - 1ª parte - [Recensione di Marco Travaglio].
Il processo-Andreotti si è concluso con la dichiarazione di colpevolezza dell’imputato fino alla primavera del 1980. È stato riconosciuto dalla corte d’appello di Palermo colpevole di associazione a delinquere con la mafia fino alla primavera del 1980, reato che si era prescritto un anno prima. Quindi, se il processo fosse durato un anno di meno, lui sarebbe stato condannato per associazione a delinquere con la mafia. Tra l’altro è un bel periodo per uno che ha cominciato nel ‘45: trentacinque anni non sono male dopo tutto.
A noi popolo semplice hanno fatto credere che era stato assolto anche in appello, ma lui se ne deve essere accorto che non era vero, visto che ha fatto ricorso in cassazione chiedendo l’annullamento della prescrizione, chiedendo l’assoluzione. Si vede che non l’aveva avuta l’assoluzione! Altrimenti non si è mai visto uno assolto che ricorre in cassazione contro la propria assoluzione… un suicida. Il suo problema è che anche la cassazione ha confermato la sentenza di appello e lo ha condannato a pagare le spese processuali.
Il limite della data del 1980 non è un’idea balzana dei giudici, ma è la data dell’ultimo incontro che Andreotti ha avuto con Bontade. Il primo l’ha avuto prima del delitto-Mattarella. In quell’incontro Bontade preannunciò ad Andreotti il progetto del delitto, ma dato che Andreotti non aveva avvertito Mattarella del pericolo incombente, questo fu ammazzato. In seguito Andreotti scese di nuovo in Sicilia a incontrare Bontade per chiedere informazioni sul delitto e Bontade gli rispose “l’avevamo avvertita”. Questo è l’ultimo incontro che i giudici ritengono accertato. Poi ci sono altri incontri successivi con mafiosi, ma non si ritiene che siano sufficienti a stabilire che Andreotti era ancora organicamente legato alla mafia dopo l’‘80, anche perché poi Bontade venne ucciso dai corleonesi e perché cambiarono tutti gli equilibri. Così ora tutti sappiamo – o meglio non sappiamo – che siamo stati governati da un mafioso fino all’‘80.
La fiction del Fantasma di Corleone - 2ª Parte
Piante e fiori in arrivo da tutto il mondo: dopo cinque anni torna alla Fiera di Genova la magia di Euroflora, l’appuntamento floreale più atteso del 2006.
La nona edizione della rassegna, in programma dal 21 aprile al 1° maggio, si annuncia come uno spettacolo unico al mondo, capace di trasformare il quartiere fieristico in un grande giardino di quindici ettari.
Il magico mondo delle piante e dei fiori, per chi non ha la possibilità di andare a vederlo direttamente a Genova, può gustarselo in questo bellissimo tour virtuale.

"Non farò nessuna telefonata al signor Prodi. Non gli farò nemmeno gli auguri di buon lavoro, sarebbero auguri contro l'interesse dell'Italia". Lo afferma Silvio Berlusconi a Trieste.
Il presidente Usa George W. Bush ha telefonato a Romano Prodi per congratularsi per la vittoria elettorale. In volo sull'Air Force One verso la California, Bush -ha espresso l'augurio di poter cominciare al più presto il lavoro insieme al nuovo governo italiano e la speranza di poter incontrare al più presto il leader dell'Unione.
"Nel cuore c'è una ferita, l'esito non è stato quello che volevamo, ma siamo la prima coalizione d'Italia". Lo afferma Silvio Berlusconi a Trieste. "Facendo la somma di tutti i voti la Cdl prevale su quella della sinistra per 200 mila voti", dice Berlusconi. "Siamo - aggiunge - quindi i vincitori morali, politici", "non credo che questi signori riusciranno a governare, loro saranno solo una parentesi, saremo in grado di renderli inoffensivi, non riusciranno a fare uno scempio delle nostre riforme, difenderemo la nostra libertà", conclude Berlusconi.
"Berlusconi è rimasto tra quelle poche persone che non conoscono la matematica. Non c'è da stupirsi, visti i problemi di falso in bilancio che ha avuto con le sue aziende, che anche in questa occasione il premier uscente ritenga i numeri un opinione". Lo ha dichiarato Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori a proposito di quanto affermato a Trieste da Berlusconi.
"Silvio Berlusconi dovrebbe riconoscere la sconfitta elettorale per il bene dell'Italia. Il presidente del Consiglio italiano, è un cattivo perdente che tiene il broncio e che per il bene dell'Italia dovrebbe ammettere la sconfitta elettorale. Il Cavaliere sembra voler alimentare i dubbi sul risultato elettorale per destabilizzare fin dall'inizio la coalizione di Prodi e ridurne così la durata di governo. Se così fosse (a prescindere da quanto sia stato limitato lo scarto di voti) starebbe dando prova di un disprezzo arrogante per il verdetto delle urne. Sta alimentando le preoccupazioni internazionali sulla stabilità politica dell'Italia, e, come ha già fatto in passato, sembra porre gli interessi personali davanti a quelli del suo Paese. Mettendo in dubbio il risultato, mina il sistema stesso".
Fonte: Affari Italiani.