Chiedo a Beppe Grillo, "Perché hai aperto il blog"?
«Perché è una cosa viva, la gente lascia messaggi. Da qui alla fine manderemo 1 milione di mail al Presidente della Repubblica, chiedendo il ritiro delle truppe dall'Iraq. Gustavo Selva, il presidente della Commissione Esteri della Camera, ha candidamente affermato a “Libero” che siamo andati in Iraq per fare una guerra, e che la storia dell’intervento umanitario era una ipocrisia per ingannare Ciampi. Per una cosa così, ovunque sarebbero scesi in piazza. Da noi no. Provo sgomento per la morte dell’elicotterista italiano, ma non puoi chiamare “costruttore di pace” un mitragliere. Il futuro è in siti di democrazia diretta come Wikipedia, Oracle, Soaw. Tutte cose nate per scherzo, dentro un garage, come accadde per la Apple e Google. Di fronte alle torture in Iraq, Stati Uniti e Inghilterra hanno parlato di “mele marce”. Non è così. In internet mi sono scaricato l’Exploitation Training Manual, un trattato dell’83 che corrisponde al Manuale del perfetto torturatore. Lo applicano a Fort Benning, una scuola in Georgia che ha “laureato” anche Noriega. Nel manuale, con linguaggio manageriale, c’è scritto tutto: come deve essere la prigione, come si tortura un uomo colto, come si tortura un ottimista».
Qualche attrito con Fassino?
«Fassino è una brava persona, lo è anche Bertinotti. Bertinotti voleva mettermi in contatto con Rifkin, quello della macchina a idrogeno. Gli ho detto di dargli la mia mail, l’indirizzo del mio blog, www.beppegrillo.it. Ho sentito un silenzio. “Non mi puoi dare il telefono?”. Poi ha aggiunto: “Come si scrive www?”. Questo dà il senso di quanto certi politici siano inadeguati. A Porta a Porta, Fassino aveva davanti Paolo Scaroni, l’amministratore delegato Enel, sotto inchiesta a Rovigo per disastro ambientale e condannato anni fa per corruzione perché con la sua Techno-Int pagava tangenti proprio all’Enel: viste le credenziali, questo governo non poteva non fargli fare carriera. Scaroni, davanti a Fassino, ha detto che “il futuro è il nucleare, il nucleare è sicuro”. Io speravo che Fassino gli saltasse alla gola e con la forza dei suoi tre globuli rossi lo strozzasse, ma ha replicato timidamente. Siamo costretti a scegliere tra una destra che vuole il nucleare e una sinistra rimasta al carbone. Tra il peggio e il leggermente meno peggio. Io non voglio votare pro o contro Fassino. Voglio votare pro o contro Scaroni, Tronchetti, Romiti, perché è questa la gente che mi cambia la vita».
Per il resto delll'intervista prelevata da "NessunoTv"
3 parole miagolate
Giornata di pioggia questa mattina. Parcheggio la macchina, apro la portiera e mi vedo costretto a compiere un balzo atletico per raggiungere il marciapiede per non finire con i piedi al centro di una disumana pozzanghera d'acqua che si è formata nel breve volgere di 55 secondi,il tempo necessario per pargheggiare.
Pioggia scrosciante e vento a turbina, si abbatte con inaudita violenza in quel tratto di 250 metri di marciapiede che percorro in punta di gomma per raggiungere il portone della palazzina dove lavoro. Rasento il muro, per sfruttare le sporgenze dei balconi, per non prendere tutta la pioggia che scende giù senza tregua.
Mentre cammino velocemente, noto un uomo che avanza verso di me, mentre si avvicina, semicoperto dal suo ombrello, odo un miagolio, prima lieve, poi sempre più forte. Penso a un gatto nei paraggi poi capisco che è la suoneria del cellulare dell'uomo che sto incrociando. A due metri da me lui si ferma. Imprecando al vento e alla pioggia, armeggia nervosamente per rispondere al suo cellulare che continua a squillare. Il forte miagolio, si interrompe bruscamente.
"Prontooooo", urla il tizio, abbaiando e digrignando i denti. Lo lascio alle mie spalle, mentre continuo ad ascoltare i suoi ululati che accompagnano il malumore che lo pervade, immaginando il suo interlocutore [un gatto, una gatta?] che hanno avuto la sfortuna di chiamarlo in un momento inopportuno, decisamente poco "sereno" dell'uomo con la suoneria a miagolio.
Altro squillo, questo è il mio cellulare. Rispondo riconoscendo il classico "miagolio" della mia amica Valeria" che con voce impastata dal sonno mi chiede:
"Scusa, per caso possiedi un gatto"?
"Gatto?" - rispondo meravigliato - "Se intendi un gatto virtuale, si, certo che lo possiedo è quello che mi ha regalato la mia amica Lucilla. Eppoi, perché mi fai questa domanda?".
"E' per la mia nuova canzone. Ricordi quella musica che ti ho fatto ascoltare strimpellando la chitarra? ecco, mi puoi dare qualche parola per completare anche il testo?"
"Valè" - ho risposto - "beata te che ti sei appena svegliata; guarda che io sono in strada, sotto a un nubifragio, tra uomini esasperati che sfogono la loro rabbia rispondendo ai gatti che li chiamano. Vuoi tre parole per il tuo testo? sono le prime che mi vengono in mente, eccole: "mama" (mamma), "Ania", "vstan" (Ania, alzati)".
In quel momento entravo dentro al portone, prima di terminare la comunicazione, Valeria mi salutava augurandomi una buona giornata, canticchiando la sua canzone, "miagolata" con l'ossessivo "refrain":
"Dammi tre parole, sole, cuore, amore ..."

I giardini a cielo aperto. Filosofia Zen
"A fianco del mio condominio c'e' un giardinetto che purtroppo e' diventato una discarica abusiva. La gente viene li' e butta di tutto: divani sfondati, frigoriferi, materassi, liquami industriali. Allora ci siamo indignati e abbiamo informato il Comune che e' prontamente intervenuto autorizzando la discarica"!
Questa l'ha raccontata Antonio Cornacchione, il comico milanese che si è fatto le ossa allo Zelig.
Ho preso a pretesto questa battuta di Cornacchione, perché alcuni cittadini erano venuti a protestare nel mio Ufficio di Assessore ai giardini pubblici, per lamentarsi della discarica a cielo aperto che nel giro di qualche mese si sono ritrovati sotto casa.
La storiella di Cornacchione non l'hanno gradita! Urla, calci alla scrivania, fax e telefono rovesciati. Minacce verbali, al limite delle percosse vere.
"Calma, calma!" - ho urlato.
"Ho fatto solo una battuta. Tranquilli, il vostro problema l'ho risolto in questi giorni. Le casse del Comune non spenderanno un euro. Posso annunciare che gratuitamente, risolverà tutto Karesansui, un mio collega giapponese.
Conoscete Karesansui? è un esperto. In Giappone ha trasformato migliaia di discariche in lussureggianti giardini".
Poi quando ho visto che si erano calmati, ho continuato parlando della discarica che ha letteralmente esaltato il collega giapponese.
"Volete sapere che cosa mi ha detto in perfetto stile Karesansui?":
"Non vedo l'ora di iniziare, non è semplice trovare nello stesso luogo, metri cubi di sassi, terriccio e sabbia. Adesso sì che la mia mente può espandersi e liberare l'immaginazione Zen".

Omaggio a Totò (l'immortale), nato il 15 febbraio 1898
TOTO' - "Ma lo sa lei che io ci perdo almeno un paio di centinaia di migliaia di lire all' anno con questi ragazzini? Al sabato quando faccio asciugare la fontana mi mancano sempre tre quattro milalire.."
Turista italo-americano - "Perchè il denaro che buttano nella funtana è tuo paisà?"
TOTO' - "Si capisce! questa è la famosa fontana di Trevi, appartiene alla mia famiglia da molte generazioni. Permette, cavalier Antonio Trevi"
Turista italo-americano - "Piacere Chesciocavallo" (che dovrebbe essere la storpiatura di caciocavallo)
TOTO' - "Come?
Turista italo americano - "Chesciocavallo!"
TOTO' - "Ah, avevo capito caciocavallo!"
Turista italo-americano - "Di un pò paisà, è un buon business?"
TOTO' - "Ottimo ottimo, i soldi nella fontana ce li buttano tutti, e poi ogni tanto l'affito alle case cinematografiche, ci girano le pellicole qua. Scusa un momento paisà scusa un momento qua devi stare con gli occhi aperti.." e si dirige verso due turisti che scattano fotografie dicendogli in silenzio: "Vuol dare qualcosa per la croce rossa?" e si fa dare degli spiccioli. Turista italo-americano chiede: "Che cos'è?"
TOTO' - "Mi sono fatto pagare i diritti di riproduzione"
Turista italo-americano: "Quant'è?"
TOTO' - "Ogni fotografia cento lire
Turista italo-americano: "Uh io ne ho fatte tre.."
TOTO' - "Trecento lire!"
Turista italo americano: "Hai ragione paisà"
TOTO' - "Sembra niente, ma la mia fontana è fotografata un migliaio di volte al giorno, fatti un pò i conti!"
Turista italo-americano: "Sono circa centosessanta dollari al giorno, proprio un bel business! ok, di un pò paisà chi l'ha fatta sta funtana?"
TOTO' - "Ah si un mio bisnonno si si, fece venire apposta uno scultore dalla svizzera"
Turista italo-americano - "Aspetta paisà, nella guida leggo che questa Fontana l'ha fatta uno scultore che si chiama Bernini!"
TOTO' - "Appunto, siccome veniva da Berna, era piccoletto lo chiamavano Bernini.."
Turista italo-americano - "Ho capito, dimmi un pò paisà ci vogliono molti staffer, cioè molti impiegati pè mandà avanti sta funtana?"
TOTO' - "No no, basta uno, uno solo! chiudo l'acqua chiudo la fontana, piglio i soldi apro la fontana e basta"
Turista italo-americano: "Senti, io sò italiano oriundo, ho lasciato l'america definitivamente e mi voglio stabilì in Italia, ma vado in cerca di un buon business sà.."
TOTO' - "E perchè non ti compri la fontana mia?"
Turista italo-americano: "E tu te la vendi?"
TOTO' - "E si, una volta mi devo ritirare, i dolori reumatici, vicino all'acqua"
Turista italo-americano - "Allora la compro io! Dimmi un pò paisà, quanto costa la funtana?"
TOTO' - "Ma tu pagheresti subito?"
Turista italo-americano - "Certamente!"
TOTO' - "Con dieci milioni te la cavi.."
Turista italo-americano. "Ok! Paisà complimenti, domani vieni al consolato americano, ti faccio trovare il contratto pronto e money!"
TOTO' - "E non mi dai la caparra?"
Turista italo-americano: "Quale caparra?"
TOTO' - "E bravo fesso, se nel frattempo viene qualcuno che se la vuol comprare che fai? io aspetto a te?!"
Turista italo-americano: "Giusto e quant'è?"
TOTO' - "Mezzo milione"
Turista italo-americano: "e no, sono troppi mezzo milione, ti do centomilalire"
TOTO' - "Ma che sei pazzo!? centomilalire per una massa d'acqua di questa portata! Hou! ma che in America cosi fate gli affari?"
Immediatamente dopo entra in scena Camillo, altro truffatore,amico di TOTO'. Fingendosi interessato all'acquisto della fontana per conto di una casa cinematografica Americana, rilancia subito all'offerta del turista italo-americano Caciocavallo, facendo lievitare la caparra al mezzo milione voluto. TOTO' non si fa pregare due volte e intasca immediatamente.
CAMILLO, rivolto a TOTO' in uno spiccato accento toscano: "E che tu dici?"
TOTO'- "Che dico, dico che accetto! il provolone (l'italo-americano di nome Caciocavallo) mi ha dato le cinquecentomilalire, l'affare è fatto".
Si affretta a dileguarsi, mentre Caciocavallo viene portato in manicomio perchè si crede il proprietario della fontana di Trevi!
Il giorno di San Valentino.

La cerimonia inizierà a breve. Temevo di arrivare in ritardo per colpa del blocco del traffico, in atto da qualche giorno. Possiamo trasferirci solo a piedi; è categorico il divieto di utilizzare il nostro mezzo di locomozione, l'amatissimo cavallo.
Gambe da maratoneta non mi mancano, così di buon mattino, a passo spedito, ho raggiunto l'area del Palatino. Ho spintonato, quasi travolgendolo, un tizio che avevo davanti, che mi impediva di guadagnare in fretta i migliori posti a ridosso della grotta Lupanar. I "vecchi" mi hanno raccontato che in questa grotta si rifugiò la lupa, quella che allattò Romolo e Remo.
Noi pagani, amiamo molto questo giorno. Anche io partecipo volentieri ai festeggiamenti.
Quest'anno la mia partecipazione è diretta: il mio nome, scritto in un bigliettino di carta, è stato messo dentro l'urna, insieme a migliaia di altri nomi di donne e uomini. Tutti insieme, parteciperemo all'estrazione dell'accoppiamento, in onore del dio Lupercus. Le coppie abbinate dal sorteggio, dovranno convivere "intimamente" per un intero anno.
Spero di essere fortunato. Il sorteggio di quest'anno lo temo in modo particolare. Alcuni nomi sono stati inseriti personalmente dall'Imperatore Claudio II, detto il pazzo.
Come da più parti confermato,"il pazzo", per non smentirsi, ha inserito nell'urna delle vere mine vaganti: Letizia Moratti, Elisabetta Gardini, le tre sorelle Carlucci, Iva Zanicchi, Maria De Filippi. A sorpresa, come confermano voci provenienti dalla grotta, hanno inserito nell'urna anche il nome di Cecchi Paone.
Il rito dell'accoppiamento è appena iniziato. L'uomo che ho rischiato di travolgere è vicino a me. Scuote la testa e mi sussurra: "Non sono pagano, arrivo da fuori, mi ha convocato l'Imperatore Claudio II. Vuole punirmi perché io ho una visione dell'amore diametralmente opposta alla sua. Uomo e donna, non possono essere accoppiati con un sorteggio pagano, come usa fare l'Imperatore.
Mi chiamo Valentino, sono cristiano, predico l'accoppiamento spontaneo, quello che nasce dal profondo del cuore".
Ehi, allora ti conosco, ho detto all'uomo accanto a me. Sono arrivate anche qui le gesta delle tue storie. Tra queste, quella della rosa rossa che hai donato a due innamorati che litigavano sempre. Quella rosa miracolosa, non ha fatto più litigare i due giovani, giunti al punto di donarsi eterno amore.
Valentino - ho proseguito -, il rito è appena iniziato. Come vedi, i cerimonieri - che noi pagani chiamiamo Luperci -, hanno appena ucciso alcune capre. Adesso con la lama insanguinata, segnano la fronte di due adolescenti che rappresentano l'amore. Siamo entrati nel vivo della festa. I Luperci si stanno spogliando per rimanere vestiti solo con un perizoma. Eccoli, con i brandelli di pelle delle capre uccise, mentre corrono in mezzo alla folla per colpire solo le donne per renderle fertili e favorire la loro voglia di rimanere incinte.
"I vostri soliti riti pagani" - il laconico commento di Valentino - e poi, senza prendere fiato, quasi sbigottito: "Perché i Luperci, stanno colpendo duramente quella donna"?
Valentino, confesso che è una prassi inusuale, un imprevisto. Fammi osservare meglio. Ah, adesso ho capito. La pseudo donna che è stata colpita duramente, non è una donna. Deve essersi atteggiata troppo a Pa(v)one. Questo non è piaciuto ai Luperci. L'hanno interpretato come un intento "dichiarato" di volersi accoppiare solo con gli uomini.
Tra una fase della cerimonia e l'altra, arrivò il momento tanto atteso, quello del sorteggio degli accoppiamenti. In un silenzio spettrale, le voci dei Lupanari, in circolo intorno all'Imperatore pazzo, snocciolavano i nomi delle coppie, che di corsa, appena chiamate, raggiungevano la soglia della grotta Lupanar, per inginocchiarsi ai piedi dell'Imperatore e ricevere la sua benedizione.
Arrivò anche il turno di Valentino. Raggiunse l'Imperatore che tentò in tutti i modi di farlo diventare pagano. Valentino rifiutò e questo rifiuto segnò la sua fine. L'Imperatore pazzo lo condannò a morte, però anche per lui, volle scegliere una ragazza. Era la figlia cieca di Asterius, il guardiano della grotta.
Valentino e la ragazza, accompagnati dalle guardie, passarono vicino a me.
Io guardai Valentino, per sdrammatizzare cercai di rincuorarlo con una frase di circostanza: "Valentino, oggi è il tuo giorno fortunato, anche tu hai trovato l'amore!".
Accennò un tiepido sorriso e mi rispose: "Si, prima della mia fine, voglio lasciare un messaggio d'addio. Puoi dire a tutti che oggi ho trovato l'amore vero. Un amore che non guarda se hai una montagna di soldi, il macchinone e la barca. L'amore vero è proprio questo perché è cieco".
Tratto da Adnkronos
Istituita con legge dal Parlamento il 16 marzo del 2004
Foibe, oggi si celebra la prima Giornata del Ricordo
La tragedia si consumò a partire dal 1943: migliaia le persone scomparse, infoibate, morte nei campi, fucilate
Oggi, per la prima volta, l'Italia celebra la Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati. La ricorrenza è stata istituita con legge dal Parlamento il 16 marzo dello scorso anno. La data scelta è quella del Trattato di pace di Parigi del '47, che sancì il passaggio dell'Istria alla Jugoslavia.
Quella degli infoibati fu una delle pagine drammatiche della storia italiana e si consumò dal 1943, alla fine della guerra tra Gorizia, Trieste e l'Istria. Secondo fonti storiche, le persone scomparse sarebbero dalle 4000 alle 6000, in parte infoibate, in parte morte nei campi e in parte fucilate. Secondo la Lega Nazionale invece ammonterebbero ad almeno 10mila le persone torturate e uccise tra Trieste e l'Istria per mano dei partigiani jugoslavi di Tito, e in gran parte gettate, spesso ancora vive, nelle foibe (voragini naturali di origine carsica. Fa eccezione solo la foiba di Basovizza, sul Carso triestino, originariamente una miniera di carbone). Le stragi maggiori avvennero dopo l'8 settembre del '43. Spesso si trattò di vendette di istriani contro altri istriani, di ritorsioni della popolazione che, con la caduta del fascismo, fece sparire i rappresentanti istituzionali del governo italiano (carabinieri, podestà...) insieme alle figure che venivano identificate dai croati, oppressi dal regime, come simbolo della borghesia italiana in quelle terre, come le maestre, le levatrici.
A Trieste gli infoibamenti avvennero dopo il 1 maggio del '45, quando la città fu occupata per 40 giorni dall'esercito di liberazione jugoslavo, che nominò subito il Tribunale del Popolo. Tribunale che a breve fece pubblicare sul quotidiano finanziato da Belgrado, 'Il Corriere di Trieste', l'avviso che non avrebbe più preso in considerazione le denunce anonime che continuavano ad arrivare. In parte si trattò di denunce per vendette personali e per impadronirsi di beni e alloggi.
Non basta. Quando l'Italia, con la sconfitta in guerra, perse l'Istria con Pola, Fiume e la dalmata Zara, centinaia di migliaia gli italiani decisero di abbandonare le loro case. Secondo la Lega Nazionale si trattò di 350mila persone che a partire dal 1945 presero ciò che potevano delle loro cose e si avviarono verso l'Italia. Da Fiume fuggirono 54mila dei 60mila abitanti. Da Pola scapparono in 30mila. Da Zara in 20mila su 21mila. Da Capodistria 14mila su 15mila. Di questi, 80mila si imbarcarono per le Americhe e per l'Australia, 100mila vennero accolti in Friuli Venezia Giulia e altri trovarono rifugio nelle baracche di 109 campi profughi, allestiti dal Carso alla Sicilia.
A Trieste oggi saranno oggi presenti il vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, e il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia. Tremaglia renderà prima omaggio alla foiba di Basovizza (ore 9.15) e poi al monumento ai Caduti sul Colle di San Giusto (ore 9.55) insieme ai presidenti delle associazioni degli esuli. Fini presenzierà all'alzabandiera in piazza dell'Unità (ore 10.30) e interverrà al teatro Verdi (ore 10.40) al convegno mondiale sugli esuli che si terrà dal 9 all'11 febbraio. Convegno organizzato dall'associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e che vede come promotore Tremaglia.
Nel pomeriggio (ore 15), al teatro Verdi ci saranno varie manifestazioni con testimonianze degli esuli nel mondo e con un intervento di Tremaglia. Da piazza Unità alle 18 partirà una fiaccolata e alle 18.30 sarà deposta una corona d'alloro sul monumento agli esuli di piazza Dalmazia. Domani poi, Tremaglia renderà omaggio insieme ai presidenti delle associazioni degli esuli alla Risiera di San Sabba (ore 9.30), dove depositerà una corona d'alloro. Alle 10, il ministro si recherà anche nell'ex campo profughi di Padriciano, che ospitò molti esuli istriani, fiumani e dalmati.
Teoria dello starnuto "cosmico"
Recentemente a Cardiff per presenziare a un Congresso internazionale, ho esposto ai presenti, il mio punto di vista sul tema: "E' meglio il servizio della donna per le pulizie o affidare lo stesso lavoro all'organizzazione di una ditta per le pulizie?"
Da un punto di vista prettamente economico e di parte, il mio intervento ha convinto tutti. Ho dimostrato, conti alla mano, che i servizi offerti da una Ditta di pulizia, costano molto più di quelli a buon mercato, richiesti da una donna per le pulizie che per varie voci "amichevoli", incide minimamente sul bilancio familiare. Il mio intervento è terminato tra gli applausi, dopo che ho concluso sul come rescindere - a termini di legge - un contratto con una ditta delle pulizie, e la convenienza di sottoscrivere un nuovo contratto con una donna delle pulizie iscritta alla nostra organizzazione.
Uscito dal Congresso, prima di ripartire, sono andato a trovare il Professor Chandra Wickramasinghe, esperto di "polvere cosmica". Mi aveva pregato di contattarlo perché aveva notizie teoriche importanti da rendere pubbliche, dato che la comunità scientifica ha sempre boicottato il suo operato, culminato con il licenziamento della sua donna delle pulizie.
Accolto con un sorriso spaziale, il Professor Chandra mi ha guidato tra le stanze impolverate del suo appartamento. Per mettermi a mio agio o per giustificarsi, mi ha spiegato che tutta quella polvere era frutto delle sue convinzioni scientifiche.
"Professore - ho esclamato - non riesco a seguirla, lei vuole far intendere che tutta questa polvere che si trova in casa sua non è conseguenza del licenziamento della sua donna delle pulizie, ma è polvere spaziale che lei ha accumulato per dare senso alle sue teorie"?
Il Professor Chandra Wickramasinghe, non si è fatto attendere e prontamente, mi ha risposto con uno starnuto:
"Vuol sapere perché ho preso il raffreddore? l'ho spiegato con le mie teorie. A gennaio ho trascorso intere notti al gelo, con il naso all'insù, solo per veder passare sulla mia testa, quella nuvola di polvere della coda della cometa che non ho visto".
53, ma quando esci?
Questa mattina, molto presto, passando davanti alla saracinesca di un botteghino del lotto, una scritta, a caratteri cubitali, fresca di vernice, non lasciava dubbi sullo sfogo di un giocatore deluso:
53, ma va ammorj ammazzato!
Qualche metro più avanti, un uomo con un barattolo di vernice e un pennello in mano, raccontava il suo dramma ad alta voce.
Er terno
di Cesare Pascarella
Ecco er fatto. Lo prese drent’al letto,
dove stava in campagna in un casino;
je sigillò la bocca còr cuscino,
e j’ammollò ‘na cortellata in petto.
Dunque, ferita all’undici; ce metto
uno, er giorno; quarantatré, assassino:
vado giù da Venanzio er botteghino
ar Popolo e ce butto un pavoletto.
A l’estrazione, sabeto passato,
ce viè l’ambo; ma invece de ferita
m’esce settantadue: morto ammazzato.
Ma guarda tante vorte er Pedreterno
come dà la fortuna ne la vita!
Si l’ammazzava ce pijavo er terno.