Pulci e acari
La cartolina che ho pubblicato, l'ho acquistata a Londra, in un mercatino delle pulci che si trova a qualche isolato da quello più famoso, il "Portobello Road". Avevo individuato una bancarella che vendeva di tutto, anche libri usati, buttati alla rinfusa tra cianfrusaglie indescrivibili. Mentre rovistavo tra i libri, alla ricerca di qualche testo di mio gradimento, la mia attenzione venne attratta dall'immagine di Buckingham Palace, con le lenzuola appese alle finestre. Presa tra le mani, osservandola attentamente, avevo capito che non era un fotomontaggio. La foto-cartolina era autentica, sul retro riportava una microscopica didascalia: "Buckingham Palace - 1935".
Per non tornare in Italia, a mani vuote, insieme alla cartolina, acquistai anche un libro. Mi catturò il titolo, si abbinava bene all'immagine della cartolina: "The bedsheet of Buckingham Palace" [Il lenzuolo di Buckingham Palace], scritto da un certo Igor Sleep, semisconosciuto autore "lettòne" [lettone per chi legge in italiano], conosciuto solo in Lituania.
Appena sono tornato da Londra (ero andato lì a dicembre, per una breve vacanza natalizia), ho iniziato a leggere il libro acquistato con la cartolina. L'ho quasi ultimato, leggo insieme a voi le ultime righe scritte da Igor Sleep, che conclude così:
«I reali inglesi erano dei convinti salutisti, seguivano alla lettera la norma che consigliava di far prendere aria alle lenzuola, preferibilmente la mattina. Buckingham Palace, addobbato in quel modo, era uno spettacolo unico con tutte le lenzuola che pendevano dai davanzali delle finestre. Poi una mattina, era l'anno 1970, nel quotidiano tran-tran di Buckingham Palace, entrò pesantemente la futura amante del Principe Carlo, una certa Camilla, donna con una pronunciata idiosincrasia per i lavori domestici (sin da piccola, ha sempre odiato rifare i letti). Non arrivò da sola, riuscì a introdurre e nascondere in un armadio il suo amante, un certo Stephen Pretlove.
Sarà stato un caso ma dal momento in cui Stephen mise piede nella residenza di Buckingham Palace, terminò bruscamente l'abitudine dei reali inglesi di far prendere aria alle lenzuola (non a caso un detto inglese, coniato dalla stessa Camilla, recita: "Le lenzuola sporche si lavano in famiglia)".
Il libro, tra alti e bassi, si conclude con una recente amara dichiarazione di Camilla: "Intimamente devo confessare che il Principe Carlo, sotto certi aspetti, mi ha deluso. Solo Stephen - a parole -, è stato l'unico uomo della mia vita che è riuscito a capire la mia idiosincrasia, rendendomi veramente felice tra le lenzuola».
"IL FILO DELLA MEMORIA"
Campo di concentramento e sterminio di Auschwitz
(Polonia)
Il campo Auschwitz venne aperto nel maggio del 1940, nei sobborghi di Oswiecim, un villaggio polacco vicino a Cracovia.
Nel gennaio del 1942 venne completata la costruzione di un nuovo campo dipendente da esso, il campo di Auschwitz-Birkenau, che divenne il più grande campo di sterminio d'Europa.
Il sistema Auschwitz comprendeva tre nuclei principali e più di quaranta sottocampi di lavoro.
Qui furono deportate 1.613.455 persone, in prevalenza ebrei.
Lo sterminio di massa ebbe inizio nel gennaio del 1942 e venne attuato con quattro grandi camere a gas con annessi forni crematori; si uccidevano fino a 15-20.000 ebrei al giorno.
Vi furono deportati ebrei da tutta Europa, prigionieri russi, politici polacchi, zingari.
Il 27 gennaio 1954 l'armata rossa entrò nel campo liberandolo; nei vari settori c'erano ancora 9000 internati.
Si calcola che i bambine e i ragazzi ebrei internati siano stati più di 220.000; oltre a 11.000 ragazzi e bambini zingari.
Il giorno della liberazione , i bambini di età inferiore ai 14 anni erano 400, ammalati e debilitati dalla fame, dal lavoro e dagli esperimenti.
Auschwitz
(La canzone del bambino nel vento)
di Francesco Guccini
Son morto con altri cento,
son morto ch'ero bambino:
passato per il camino,
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve:
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone,
ma un solo grande silenzio;
è strano: non riesco ancora
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come può l'uomo
uccidere un suo fratello,
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone,
ancora non è contento
di sangue la belva umana,
e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà
che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare,
e il vento si poserà.
SE QUESTO È UN UOMO
di Primo Levi
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.
"Meditate che questo è stato", per non dimenticare e per far si che le atrocità subìte da milioni di essere umani, non tornino più. Per questo viaggio nella memoria, ho seguito la testimonianza di Primo Levi, che ha vissuto in prima persona l'esperienza del lager. La sua testimonianza riportata nelle sue pubblicazioni, per far meditare su quello che è accaduto e far sì che ciò non accada più.
VIAGGIO NELLA MEMORIA
[...] Levi e altri prigionieri, tra cui vecchi, donne e bambini, su un convoglio ferroviario con destinazione Auschwitz. Il viaggio dura cinque giorni. All’arrivo gli uomini vengono divisi dalle donne e dai bambini, e avviati alla baracca n. 30. Levi attribuisce la sua sopravvivenza ad una serie di circostanze fortunate.La sua conoscenza sufficientemente estesa del tedesco gli permette di comprendere gli ordini dei suoi aguzzini ...
BUIO IN SALA

Chi lavora è perduto. Lo dice sempre La mia signora. Io senza Senso, l'ho trascritto Nerosubianco come ha fatto Yankee (L'americano), quello di Salon Kitty, un posto ideale per La vacanza.
A mia moglie che continua a ossessionarmi con questa frase, ho detto che Così fan tutte: da qualche tempo, anche le sue amiche, Miranda e Monella, mi ripetono lo stesso ritornello.
Oggi mia moglie ha cambiato frase, mi ha detto: Tra(sgre)dire è La chiave per L'uomo che guarda.
Ho avuto un impeto d'ira. Sono diventato rosso come una Paprika e Col cuore in gola e L'Urlo ho detto: basta, Io, Caligola.
Dalla buia sala, una voce: "A Caligola, spegni quer sigaro che me sta' affumicà!".
CHE TEMPO FARA'

La meteorologia, figura ai primi posti, tra le notizie più seguite. Televisioni, radio, giornali, e soprattutto internet, aggiornano in continuazione l'evolversi delle condizioni meteo. Internet, sotto questo aspetto, in tempo reale, offre notizie approfondite, con previsioni a lungo e medio termine, supportate dalle immagini satellitari che mostrano in dettaglio la situazione meteo di tutto il mondo.
Anche Rai 3, con la trasmissione “Che tempo che fa”, presentata dal simpatico Fabio Fazio, coadiuvato da due esperti meteorologhi, Luca Lombroso e Luca Mercalli (vedi foto, c'è da fidarsi?), tra il serio e il faceto, tratta l’argomento meteo.
Ieri sera, a inizio di trasmissione, ho seguito le previsioni di Luca Mercalli, climatologo di consolidata esperienza internazionale. Illustrando la sua previsione a medio termine, ha mostrato una cartina meteo, annunciando senza il beneficio dell’inventario, ma con la certezza assoluta dei dati da lui elaborati, che nei prossimi giorni, un’ondata eccezionale di freddo, con temperature polari, simili a quelle che si manifestarono nel 1991, metterà in ginocchio il nostro Paese.
Sono andato tranquillamente a dormire. Che sarà mai - mi sono detto -, i soliti allarmismi che il più delle volte, rimangono tali, senza conseguenze catastrofiche.
Questa mattina mi sono allarmato. Tutta colpa del meteorologo di Rai2, anche lui con la previsione del freddo polare, simile a quella del 1991. Ha rincarato la dose, consigliando di controllare il livello del liquido anticongelante nel serbatoio del circuito di raffreddamento della propria autovettura, per evitare spiacevoli inconvenienti (probabilmente ha voluto ricordare quanto deve essergli accaduto in quei giorni, lui come sempre, con la testa tra le nubi).
Rivisitando notizie risalenti a quel periodo, se fosse vero quanto affermato dai due meteorologhi, non c’è da stare allegri. In quell’anno, si toccarono temperature minime di - 14 a Tarvisio nel Fiuli, -11 di Aosta, -10 dell'Aquila, -9 di Bolzano, - 8 di Verona -7 di Milano, -6 di Venezia e Torino, con la laguna di Grado gelata.
Mettendo insieme le notizie, dandogli la giusta considerazione e attendibilità, ho chiesto a mio nonno se potevo prelevare dalla cantina la sua stufetta a carbone, sempre utile in caso di emergenza. Mi ha guardato meravigliato, poi commosso, quasi con le lacrime agli occhi, ricordando la sua gioventù - quando bastava il calore di una stufetta a carbone per vivere felici -, mi ha detto: "Puoi prenderla, però fai attenzione a non scottarti".
“Nonno, non ti preoccupare” – ho risposto – “se farà tanto freddo e dovrò usarla, sarò il primo a utilizzarla con le dovute precauzioni”.
Popeye, per gli amici "Braccio di ferro", l'ho incontrato recentemente a New York, in occasione del suo 77° compleanno. Sempre in forma e sempre con quel suo carattere rissoso e irascibile, tipico dei marinai che sembrano usciti da un "fumetto", era quasi commosso per i festeggiamenti organizzati in suo onore. A stento è riuscito a trattenere le lacrime e quando la commozione era sul punto di travolgerlo, un provvidenziale abbraccio della sua Olivia è riuscito a farlo sorridere e dargli quella carica dirompente che lo ha sempre contraddistinto nei momenti topici delle sue (dis)avventure.
Non avevo mai visto in carne e ossa Popeye, ma le sue gesta, me le ha raccontate mio nonno che è un'amico d'infanzia di "Braccio di ferro". Tutto quello che mi ha raccontato mio nonno, l'ho trascritto e disegnato in un quaderno-fumetto che ho portato con me a New York, per farlo autografare dal mitico "Braccio di Ferro".
E' stato emozionante il momento in cui Popeye, salutandomi affettuosamente, ha preso il mio quaderno a fumetti, l'ha sfogliato e dopo averlo visto per bene, me lo ha restituito autografato. Pattinando, sei contento?
Certo che sono contento, sono arrivato qui a New York, proprio per avere un tuo autografo, in occasione del tuo 77° compleanno. Scusami Popeye, come fai a conoscere il mio nome?
Pattinando, conosco il tuo nome perché sono un caro amico di tuo nonno e lui mi ha sempre parlato di te.
Popeye, per ricambiare la tua gentilezza e l'autografo che mi hai lasciato, ho pensato di regalare alla tua carissima Olivia, una scatola di Erdic che è un mio cocktail di erbe a base di luppolo, finocchio, malto, segala, orzo e grano saraceno, a cui ho aggiunto i tuoi famosi spinaci. Popeye, non noti dei cambiamenti repentini che si stanno manifestando sulla tua Olivia? ha appena assaggiato i miei spinaci alla Erdic.
Ohhhhhhh, miracoloooooooo, Pattinando, ma come ti è venuta in mente questa brillante idea di utilizzare i miei spinaci per trasformare in un "do di petto" la mia dolcissima ma piatta Olivia?

Confidenziale
Un uomo intelligente come me, si troverebbe spesso in imbarazzo senza la compagnia di una buona bottiglia e di un bel bicchiere mezzo colmo.
Adesso che l'ho scoperta, non faccio altro che ruminarla in continuazione.
(Giuliano F.)
Io quando alzo troppo il gomito, ho solo un problema, non riesco a utilizzare due bastoncini per far scoccare la scintilla per accendere il fuoco (per questo, credo di essere l'unico che riesce a far bollire l'acqua nella pentola e scuocere il riso). Devo ricordarmi che almeno uno dei due bastoncini che utilizzo, deve per forza essere un fiammifero.
Anche io l'ho scoperta e da quando l'ho scoperta, chiedo a tutti se la vogliono masticare per diventare milionari.
(Gerry S.)

Ho conosciuto Rick nel 2000, nel locale che gestiva fino a qualche giorno fa, un locale molto frequentato, anche se tra gli avventori, si sono sempre fatti notare tipi poco raccomandabili.
Rick da ieri non gestisce più quel locale fumoso, non vive più in Italia. A malincuore ha preso la decisione di andare via, e non tornare più. Mi aveva accennato di una non ben definita situazione che lo stava deprimendo, e qui in Italia non si sentiva più a suo agio.
Nelle occasioni in cui ho scambiato qualche chiacchera con lui, mi raccontò qualche cosa della sua vita. Arrivò in Italia per trovare lavoro. A New York aveva frequentato un corso al famoso Actors'Studio, ma il sogno di diventare attore, era svanito nel giro di qualche mese. Per lui che aveva studiato con applicazione, solo la prospettiva di fare qualche particina come caratterista, in films di secondo piano. Deluso e amareggiato, aveva deciso che il cinema non era il suo campo; così abbandonò la sua New York e approdò in Europa.
In Francia, a Parigi, aveva conosciuto Ilssa, moglie di Victor Lazlo. Si innamorò di Ilssa e la frequentò clandestinamente, vivendo con lei una breve ma intensa storia d'amore. Poi le loro strade si divisero: Rick partì per l'Italia e si fermò a Rimini; della bella Ilssa e di suo marito Victor, perse i contatti.
Ieri pomeriggio ho ricevuto una telefonata da Rick.
Qualche colpo di tosse per schiarire la sua voce e la gioia di dirmi che aveva ripreso i contatti con la sua bella Ilssa che gli aveva presentato anche Victor. Poi prima di abbassare la cornetta, con voce impostata, le sue parole di felicità: "Come tutte le belle storie che finiscono a lieto fine, ho appena firmato un contratto come attore protagonista, devrò interpretare il ruolo di un accanito tabagista e lo farò liberamente nel mio locale qui a Casablanca, dove ho deciso di trasferirmi per il resto della mia eternità".
La dieta del fantino
L'argomento del dopo feste? non riguarda tutti ma buona parte del variegato e adiposo popolo italiano. Dopo i bagordi, sotto a far dieta per bruciare i chili accumulati tra Natale, Capodanno e l'Epifania.
Qualcuno si è permesso di eccedere, sicuro di non accumulare grassi, attenendosi ai suggerimenti della "dieta del fantino". Non conoscete la dieta del fantino? è la più seguita e permette di mangiare tutto: carne, dolci, pane, patate, ecc..., senza ritegno.
Unica limitazione, solo quella di non mangiare il cavallo!
Salsa di soia
Tra le notizie più assurde dell'anno appena terminato, riporto la numero 7, quella che mi ha coinvolto, per una consulenza inoltrata alla richiesta che mi è pervenuta da alcuni consumatori cinesi.
Come tutti sanno, i cinesi, una ne pensano e cento ne fanno. E quando i cinesi iniziano a pensare fissando i capelli degli interlocutori, allora è meglio girate i tacchi e allontanarsi velocemente.
Il motivo? loro considerano i capelli umani, una fonte eccellente di proteina. Molti imprenditori cinesi, hanno già ricavato lauti guadagni investendo nel bussines dei capelli. Utilizzando particolari tecniche di spremitura, riescono a tirar fuori dalle ciocche una sostanza oleosa che unita all'aggiunta di brodo di una particolare piantina di riso, trasformano - per i loro palati fini -, in una rinomata salsa di soia.
Alcuni consumatori cinesi, delusi dalla qualità del prodotto messo in commercio, hanno cercato in tutti i modi di contattare l'Europa, per dare risalto a quello che sta accadendo dentro ai loro confini.
Per aggirare la censura di Pechino che cerca in tutti i modi di soffocare qualsiasi ribellione o protesta, hanno utilizzato un sofisticato motore di Google che li ha indirizzati alla mia persona.
Sono riusciti a contattarmi e mi hanno chiesto un parere su uno strano fenomeno che è comparso in molte confezioni di salsa di soia, prodotte recentemente in Cina.
Per dare una risposta, ho chiesto l'invio di alcuni campioni del prodotto. Me lo hanno spedito per vie traverse e io, analizzandoli, ho trovato il componente che ha alterato il gusto della salsa di soia. Osservando in superficie il contenuto dei vasetti, ho notato un antiestetico strato di poltiglia bianca. A occhio, osservando meglio, non ho avuto dubbi e ho emesso il mio responso.
Utilizzando sempre il mirror di Google, ho risposto ai cinesi che il problema dello strato bianco presente in quelle confezioni, era da imputarsi all'utilizzo di capelli non lavati adeguatamente.
Per non gettare le confezioni, ho consigliato che era sufficiente sciogliere nei vasetti, 20 gocce di antiforfora, così da eliminare definitivamente l'antiestetico strato di poltiglia bianca.
Un progetto dalle tante implicazioni positive I sacchetti del futuro? Dalle bucce dei pomodori
Ricercatori del Cnr pronti a produrre buste biodegradabili dal polisaccaride estratto dagli scarti della lavorazione
Qualche cosa del genere l'ho vista in uno spettacolo di Silvan, metteva i pomodori dentro le buste e magicamente i pomodori sparivano. A noi rimarranno solo le buste?