L'Untore
Ho fatto tombola, ma non con il gioco tradizionale di questi giorni di fine anno. La mia tombola si riferisce alla mia ricerca genealogica degli antenati di Bill Gates, da qualcuno definito - non a torto -, l'untore del XX secolo.
Ho impiegato alcuni giorni per trovare tra i suoi avi, William Gates, nato il 14 marzo, a cavallo [di troja?] degli anni 1452/1453, come riportato nel mappario genealogico della Contea di Phelps che sono riuscito a scovare.
La parte più interessante del documento l'ho scoperta per caso, forse stimolato dalla lettura del libro "Il Codice da Vinci" di Dan Brown.
Immaginando la scena del vecchio Saunière, ferito a morte, che prima di morire era riuscito a scrivere sul pavimento di marmo alcuni numeri e un nome, Robert Langdon [il professore di simbologia che insieme alla nipote di Saunière, esperta di crittologia, indagherà sull’accaduto], anche io trasportato dalla lettura, immedesimandomi, ho trascritto in sequenza i codici alfanumerici "AFN" dei nomi del nucleo familiare di William Gates [codice P12W-CL], composto dal padre Benjamin [codice CF5L-9S] e dalla madre Bethulia [codice 3VRN-XT], ricavando questa sequenza alfanumerica P12W-CLCF5L-9S3VRN-XT, che ho utilizzato come il "product key", quello necessario per l'installazione di un vetusto windows 3.1.1
Con mio stupore, la chiave ricavata e inserita è stata riconosciuta e windows 3.1.1 si è installato, aprendo automaticamente un documento di word contenente le misfatte compiute dall'untore William Gates, un antenato di Bill che nel secolo XIV si dilettava a inviare lettere contaminate in tutta Europa, per propagare i più pericolosi virus di colera, peste e lebbra che hanno causato micidiali epidemie.
Nello stesso documento vengono riportate alcune istruzioni per contrastare la propagazione dei virus.
Valida la procedura suggerita (anche per i tempi attuali e in particolar modo per questo periodo di feste di fine anno, iniziate con il Natale, quando la ricezione e l'invio delle e-mail è più sostenuto). Cosa suggerisce la procedura? in modo semplice, quello di sottoporre a "fumigazione" [una tecnica di esposizione al fumo sviluppato dalla combustione di resine, incenso e mirra, per decontaminare eventuali e-mail infette] il dischetto dove per sicurezza, prima di aprire gli allegati, devono essere trasferite le e-mail ricevute, come spiegato in dettaglio nel documento che ho decriptato, installando per gioco l'arcaico e forse per questo "meno bacato" windows 3.1.1.

Mi dispiace di aver trovato una sola porta chiusa. Auguri a tutti*
Annunciazione, annunciazione, il Natale è vicino, per tuttii gli amici di Blog i miei più calorosi auguri. Con l'occasione anche questa "Annunciazione" dell'indimenticabile Massimo Troisi con i suoi amici della Smorfia.
In una casa umida ma onesta, una donna somigliante alla Madonna è seduta quando entra l'angelo Gabriele che quasi cieco suona la tromba e sbatte i piedi.
ARENA Annunciazione! Annunciazione! Tu Marì Marì fai il figlio di Salvatore. Gabriele t'ha dato la buona notizia. Annunciazione! Annunciazione!
TROISI Ma io non sono Maria, io non mi chiamo Maria.
(L'angelo non vede bene e per questo comincia a tatstare prima il terreno e poi Maria. Poi urla di nuovo)
ARENA Annunciazione!...
TROISI (Stupito e confuso si rivolge all'angelo ormai fuori scena) Gabriè, tu si scemo! Cose 'e pazzi. Uno sta int' 'a casa sua...
(Entra Enzo De Caro. È vestito da angelo e suona un flauto)
TROISI Che vuò scusa?
DE CARO Sono il Cherubino, mi ha mandato Gabriele per creare l'atmosfera celestiale.
TROISI Cherubì! (E fa cenno con la mano di uscire da casa sua) Cherubì, tu te ne a' a j'! Mo' ritorna mio marito e io che gli dico «Chisto è 'o Cherubino!» Cose 'e pazzi... Una sta int' 'a casa sua... Mio marito... mio marito mi disse «Non ti preoccupà, non ti preoccupà, 'o trovo un altro lavoro» e infatti è iuto a 'na parte e ha detto «io aggia lavorà» e chill'ha detto «guardate, noi glielo diamo il lavoro, ma si tratta di un lavoro minorile.» Mo' mio marito tene 'na certa età, allora ha detto «no, mi dispiace, sì, io tengo i figli, tengo i figli miei, ma sono tutti e due fuori età lavorativa perché tengono 18 e 20 anni...» A Napoli si fatica fino a dodici anni, «mi dispiace...» È rimasto nu poco accussì però ha detto «non posso fare niente, mi dispiace, ma li tengo già tutte e due in pensione. Mi dispiace!»
(Entra De Caro in canotta e elmetto da guerra)
DE CARO Signò, io me ne lavo le mani! Per correttezza io me ne lavo le mani! Per precisione io me ne lavo le mani! IO ME NE LAVO LE MANI!
TROISI Ma fatte pure la doccia, che me ne importa a me!
(Entra Lello Arena. In testa porta un elmetto giallo con una sirena luminosa rossa. Indossa una maglietta imbrattata di sangue)
ARENA Signò, signò è nato! Signò guarda che se io acchiappo gli innocenti faccio una strage! Faccio una strage!
TROISI Ma tu chi si' Erode? Chillo del trono insanguinato e della strage degli innocenti?
ARENA Più forte non sento signò!
TROISI (Ripete tutto)
ARENA Più forte non sento!
TROISI (Ripete ancora una volta)
ARENA Non sento!
TROISI (Indicando la sirena luminosa) Ma pecché non chiudo sto coso!
L'Euro in questi ultimi tempi è stato preso di mira dai falsari. Le nostre indagini hanno permesso di far sequestrare la bellezza di centocinquantamilioni di monete da 2 euro falsi. Per porre freno a questa escalation di immissione in circolo di monete false, abbiamo modificato la struttura metallica della moneta in questione e incorporato all'interno della stessa un microchip della Hitachi, a prova di falsari, che al solo sfregamento con le dita, confermi senza nessun errore, se la moneta in nostro possesso è falsa oppure no.
Ebbene, con soddisfazione, possiamo annunciare che il test che abbiamo effettuato, ha confermato la validità dell'utilizzo del nostro microchip. Quando visionerete la prova del test da noi effettuato, a sinistra sarà visibile l'Euro "inerte" che non ha reagito a nessun sfregamento; a destra, appena sfiorato con le dita, la reazione dell'Euro a cui abbiamo applicato il nostro microchip. Confermiamo che è quello vero, praticamente una fregatura per tutti i consumatori.
Per visionare la prova del test che abbiamo effettuato, cliccate qui.
"Quadri d'autore"
Mike Segar un "freelance" della Reutes, mi ha inviato un fax chiedendomi se ero disponibile a fare qualche cosa per Chris Savado - un pittore che ha avuto problemi con le autorità americane -, per aver disegnato l'immagine di Bush, in una piccola tela, esposta in uno spazio pubblico vicino al mercato coperto del West Side di Manhattan.
Ho ricontattato Mike Segar, per dirgli che ero solidale con Savado, colpito dalla censura americana e per questo motivo, ero disposto a ospitare la sua opera nella mia Galleria, anche se era già presente un quadro simile.
E' stato più forte di me, l'idea di affiancare due "artisti" che in un modo o nell'altro hanno trattato lo stesso tema, mi ha letteralmente estasiato. Alla faccia di Bush!

Accade solo in Italia, epilogo....
L'epilogo, se posso parlare di epilogo, lo faccio iniziare da venerdì 10 dicembre, quando nel primo pomeriggio, intorno alle ore 15.00, ho preso il mio cellulare e l'ho utilizzato per fare diverse chiamate. Ho telefonato alla Regione, al Comune, nuovamente al 187 e per non farmi mancare nulla anche al Giardino Zoologico.
Al numero del Comune, ha risposto una giovane impiegata che ha cercato in tutti i modi di aiutarmi, fornendomi diversi numeri per far sbloccare la situazione. Tenevo particolarmente a un numero che mi aveva fornito, perché era quello di un Ufficio che poteva intervenire d'autorità per farmi ripristinare la linea telefonica. Purtroppo l'Ufficio dei Tronchetti Provera, aveva chiuso i battenti alle 13.30 per riaprirli il lunedì successivo.
Terminato con il Comune, per la "par condicio" ho telefonato alla Regione. L'impiegata ha ascoltato in religioso silenzio il mio sfogo, culminato con un: "ma in che schifo di Regione viviamo". Poi, sempre l'impiegata, forse perché pungolata dalla mia frase sferzante che implicitamente criticava l'operato del Governatore della Regione Lazio, mi ha chiesto di mandargli un fax (con nome e cognome di tutti gli operai buontemponi e di riportare la cronologia di quanto era accaduto). In questo modo, a suo dire, poteva inoltrarlo direttamente all'Ufficio del Presidente della Regione Francesco Storace, (uomo abituato a risolvere in maniera spiccia qualsiasi problema, esempio: la distruzione di tutti i libri scolastici con contenuto storico riguardante la sinistra), dove i suoi collaboratori, alla ricezione del fax, si sarebbero sicuramente attivati con una spedizione punitiva per farmi rendere giustizia. Ho riattaccato dicendo che avevo sbagliato numero, sigh!
Dopo la Regione, ho richiamato il 187. L'impiegata ha preso nota e mi ha detto che era al corrente del problema del cavo tranciato perché oltre alla mia doppia segnalazione, aveva in giacenza un considerevole numero di reclami. Giustificava il protrarsi del mancato intervento dei buontemponi della Telecom perché l'8 dicembre era giorno festivo (e quando un giorno è festivo - dico io -, anche i giorni che seguono devono considerarsi festivi?).
Deve essere stata questa risposta del "festivo" che mi ha fatto "imbestialire". Appena ho terminato con il 187, ho chiamato direttamente il Giardino Zoologico. Al centralinista ho chiesto se poteva dare un'occhiata alle gabbie per verificare, se per caso, erano scappati da quei locali i buontemponi della telecom e dell'italgas, in giro in città a far danni!
Con il Giardino Zoologico, ho concluso il mio "sfogo di giramento" di telefonate fatte venerdì.
Sabato 10 dicembre, mattina. Una giornata tutta da raccontare. Un passo indietro, ho parlato di Giardino Zoologico e per non scherzare posso confermare che i buontemponi sono "animali" fuggiti dalle gabbie.
Sono le ore 07.10, mi sveglio perché arrivano rumorosi schiamazzi, misti a risate provenienti da sotto le mie finestre. Alzo la tapparella, guardo giù in strada e, sorpresa delle sorprese, vedo posteggiato il furgone/officina del pronto intervento della Telecom. I tre buontemponi che compongono la squadra, sono nei pressi, schiamazzano allegramente, sembrano attendere disposizioni da qualcuno per iniziare a lavorare.
Ormai sono sveglio. Doccia, colazione e uscita veloce per andare dal giornalaio, occasione buona per incrociare i buontemponi e scambiare due chiacchere. Esco dal portone, come d'incanto i tre buontemponi sono spariti. Mi guardo intorno, non li vedo. Faccio un giro intorno al furgone officina e non vedo nessuno. Proseguo per il giornalaio e dal bar di fronte vedo uscire i tre buontemponi che si avviano verso casa mia. Compro i giornali, bevo un caffè al bar e faccio ritorno a casa. Prima di entrare dentro al portone, incrocio i buontemponi e chiedo se sono loro che devono riparare il cavo telefonico. Rispondono affermativamente, mi dicono che devono solo aspettare la rottura dell'asfalto da parte dei buontemponi dell'Italgas (nota, Italgas e Telecom, hanno impiegato sei giorni per decidere la competenza di chi doveva rompere l'asfalto per sostituire il cavo telefonico reciso).
Salgo in casa fiducioso, l'incubo sembra passato ma non è così. I buontemponi dell'Italgas devono aver digerito male l'obbligo di dover rompere l'asfalto per quelli della Telecom e cosa ti combinano? Semplice, per rompere l'asfalto si presentano con un martello pneumatico tipo fai da te. Avete presente il motore di una piccola imbarcazione, quello che viene avviato con il tiraggio di una cordicella? Il loro martello pneumatico funziona allo stesso modo, solo che al posto dell'elica è innescata a baionetta, la punta esagonale metallica che dovrà servire per rompere l'asfalto.
I buontemponi dell'Italgas, impiegano la bellezza di venti minuti per avviare il motore. Si danno anche il cambio per tirare la cordicella. Osservo tutto dal balcone e questo andazzo mi mette nuovamente di cattivo umore. Se le premesse sono queste, la vedo brutta.
Una nuvola di fumo annuncia l'innesco del motore del martello pneumatico. Come dicevo, hanno impiegato venti minuti per farlo partire. Iniziano a perforare, il rumore è assordante, entro in casa e inizio a leggere il giornale.
Dopo dieci minuti, piomba il silenzio più assoluto. Alcuni secondi e odo le urla del mio vicino di casa che impreca alla "sfiga". Esco al balcone e il sor Nello mi urla: "Che sfiga, hanno rotto la punta del martello pneumatico, addio sogni, siamo proprio sfigati". Non ho parole, lo guardo e scuoto la testa, penso che non è giornata. Per fortuna ho un appuntamento a pranzo, servirà per farmi distrarre, ho la rabbia in corpo e una voglia di scendere giù e prendere a calci i buontemponi.
Prima di salire in macchina e andar via, ascolto ancora il mio vicino che dal balcone, chiede ai buontemponi della Telecom di far qualche cosa, li supplica quasi in ginocchio. Uno della Telecom risponde: "A sor maestro, purtroppo quelli non sono della nostra Ditta. Noi appena finiscono di rompere l'asfalto, facciamo presto a rimettere il cavo nuovo".
Sbatto lo sportello della macchina, metto in moto e vado all'appuntamento per il pranzo.
Ore 17.45 di sabato, torno a casa e incrocio il sor Nello sotto al portone. Mi aggiorna sulla situazione dicendomi che quelli dell'Italgas hanno recuperato un nuovo martello pneumatico e hanno terminato di "rompere". Da dieci minuti quelli della Telecom stanno lavorando per riparare il cavo. E' sabato, è buio, per fortuna quelli della Telecom non demordono. Continuano a lavorare con le fotocellule. Ogni tanto alzo la cornetta del telefono ma continua a rimanere sempre muto.
Ore 19.30, nessuna novità, il telefono sempre muto, mi affaccio al balcone e vedo ancora posteggiato il furgone officina della Telecom.
Ore 19.45, l'urlo del sor Nello è il segnale che aspettavo da una settimana: "Pronto, pronto mi senti?", parla con la figlia sposata che abita a Viterbo, ma è come se urlasse dentro casa mia. Alzo il telefono e sento il segnale della linea telefonica. Provo a fare il numero di telefono con il cellulare e il telefono di casa squilla. Accendo il computer, provo l'adsl e non arriva nulla. Stacco la spina telefonica, la rimetto e riavvio il computer. Adesso sono collegato. Scarico subito la posta: 240 e-mail da leggere. Buona parte è spam della Telecom, hanno voglia di scherzare, mi chiedono se ho la linea telefonica attivata.
L'incubo è finito? Purtroppo no. Berlusconi è stato prosciolto per prescrizione dei termini e assolto al processo stralcio Sme. Adesso ho nuovamente la linea telefonica e l'incubo di ricevere una telefonata spam di Berlusconi, non mi tranquillizza.
P.S. - Ringrazio tutti quelli che mi hanno lasciato commenti di conforto e inviato e-mail di solidarietà.

Accade solo in Italia ....
Scatta l'allarme per una fuga di gas, interviene una squadra del pronto intervento dell'Italgas che blocca l'erogazione e inizia subito a perforare l'asfalto per trovare il tubo rotto.
Sono tranquillo perché abito a qualche isolato di distanza dal punto in cui si è verificato il guasto. Continuo a usufruire di tutti i servizi: ho il gas la luce e il telefono, però non posso prevedere quello che purtroppo può accadere solo in Italia.
Cosa accade in Italia? accade che una squadra di buontemponi dell'Italgas interviene per riparare il guasto e si mette subito al lavoro.
Sono loro che devono "rompere" per primi e "procurare" lavoro a catena anche per i loro colleghi dell'Acea e della Telecom.
Iniziano a perforare l'asfalto, trovano il guasto e nel giro di tre giorni lo riparano.
E' sabato pomeriggio, i buontemponi dell'Italgas, prima di andare via, si ricordano che devono procurare lavoro ai loro "amici". Cosa fanno? tranciano il cavo elettrico, lasciando in blackout anche Pattinando.
La squadra di buontemponi dell'Italgas ha terminato il suo intervento; il gas è tornato nell'istante in cui è arrivata la seconda squadra di buontemponi, quelli dell'Acea.
Passano tre ore, finalmente torna l'energia elettrica. I buontemponi dell'Acea sono soddisfatti, in tempi brevi sono riusciti a far tornare la luce. Peccato che lavorando al buio, per "distrazione" hanno tranciato anche il cavo telefonico.
Ricapitolando, Pattinando e altri inquilini che abitano in quella zona hanno il gas, la luce ma sono rimasti senza telefono, completamente "isolati". Al momento non è dato sapere in quanto tempo i buontemponi della Telecom si degneranno di venire a riparare il cavo telefonico, tranciato dai loro colleghi dell'Acea.
Con il cellulare ho contattato il 187, mi ha risposto cortesemente quel "buontempone" di Maurizio Costanzo. Ridendo sotto i baffi mi ha detto: "Meditate gente, meditate".
Spero di tornare al più presto, non dipende da me ma dai buontemponi della Telecom. Ringrazio la cortesia di un amica per avermi dato la possibilità di lasciare questo post. Con l'occasione auguro a tutti una felice settimana.
La cintura ....
Sono una ragazza neopatentata e lavoro presso la Santa Sede, in qualità di accompagnatrice turistica. Da quando è entrato in vigore il nuovo codice della strada, ho cercato di attenermi scrupolosamente alle nuove disposizioni di legge che per i neopatentati sono più vessatorie, in quanto penalizzano doppiamente ogni infrazione commessa, con il rischio di vedersi revocare la patente appena presa. Non potete immaginare quanto sia stressante per me vivere queste giornate; aggiungete che ho dei genitori apprensivi che in continuazione si raccomandano e mi dicono di non superare i limiti di velocità, non fare inversioni ad "U", mantenere la distanza di sicurezza, non percorrere le corsie preferenziali, non passare con il rosso, ecc. ecc. In pratica mi hanno fatto metabolizzare tutto il codice della strada, dal primo all'ultimo articolo.
Il mio percorso casa-lavoro-casa, non è insidioso perchè è un percorso cittadino: obbligata a un'andatura media, non superiore ai 40km/ora, perchè incolonnata nel traffico cittadino, da neopatentata non ho avuto difficoltà a muovermi in macchina, rispettando il codice della strada e per questo, senza nessun rischio di penalizzazione punti sulla patente. Però .... appena oltrepasso il cancello della Città del Vaticano, per guadagnare quei minuti preziosi per arrivare in orario al mio posto di lavoro, mi libero dalla stretta della "cintura", affondo il piede sull'acceleratore e a razzo percorro le vie interne della Città del Vaticano, dove il traffico non esiste, tantomeno i semafori e neanche l'ombra di qualche guardia svizzera a rilevare qualsiasi infrazione automobilistica.
Questa mattina, ho avuto una sgradita sorpresa. Avevo appena percorso qualche chilometro all'interno della Santa Sede e ad un posto di blocco improvvisato, sono stata fermata dalle guardie svizzere. Naturalmente correvo come una pazza, non indossavo la "cintura" e stavo quasi per travolgerli, non immaginando di trovarmi la strada sbarrata da un posto di blocco all'interno della Città del Vaticano. Ho quasi "inchiodato" e prima che la macchina si arrestasse, ho subito messo la "cintura". Appena ferma, sono stata raggiunta dal graduato delle tre guardie svizzere del posto di blocco, ha quasi infilato la testa dentro la mia macchina, mi ha scrutato per benino e poi perentoriamente mi ha detto: «Signorina è al corrente delle nuove disposizioni che riguardano tutti e in modo particolare i giovani?».
Io ho cercato di giustificarmi dicendo che dentro alla Città del Vaticano avevo sempre percorso le strade ad andatura sostenuta perchè non esisteva nessun divieto, il traffico era scarso e i semafori inesistenti. Il graduato mi ha nuovamente scrutata, poi quasi indispettito mi ha detto: «A noi non interessa niente se correvi con la tua macchina, quello che mi preme sapere è se hai recepito la direttiva del Papa, lo sai che devi indossare la cintura?».
Questa volta, sono stata io a scrutarmi, pensando di avere la cintura slacciata e vedendola che era allacciata, ho risposto candidamente: «Guardi, è vero che correvo, ma la "cintura", come può ben vedere, è allacciata perfettamente».
Lui si è messo a ridere e sbandierandomi in faccia una pergamena ingiallita da cui velocemente ero riuscita ad intravvederne l'intestazione "ANNO DOMINI 1845 - SANTA ROMANA CHIESA - DIRETTIVA PAPALE", strattonandomi la "cintura" mi ha detto: «Cosa hai capito, non parlo di questa cintura di sicurezza, ma di quella di castità, la indossi?».