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domenica, 28 settembre 2003

Italia al buio

Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 23:10 | link | commenti (13) commenti (13)
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giovedì, 25 settembre 2003

Nella mia relazione conclusiva, consegnata alla Commissione Scuola del Ministero guidato dalla Letizia Moratti, ho spiegato che per la nuova riforma della scuola, basata all'insegna dell'informatica e della lingua inglese, sin dalle elementari, non può essere adottata la metodologia rivoluzionaria del Maestro Li Yang, come nuovo modello didattico, per insegnare l'inglese nelle scuole italiane.
Su mandato della suddetta Commissione, sono stato a Pechino, dove ho avuto modo di vedere all'opera, il Maestro Li Yang, nelle varie fasi d'insegnamento della lingua inglese, con il metodo da lui denominato "Crazy English". Il "gurù" della nuova metodologia, è solito assumere le vesti di un predicatore e i suoi particolari corsi d'inglese li propone dinanzi a folle oceaniche di studenti che si riuniscono in enormi stadi di calcio. Ho chiesto ad un'interprete, per quale motivo il Maestro usa impartire le sue lezioni in luoghi come gli stadi e non nelle canoniche aule scolastiche. L'interprete mi ha risposto che il "gurù", per vincere la timidezza degli studenti cinesi, apprensivi di fare brutte figure nel pronunciare frasi in inglese, durante le lezioni in normali aule scolastiche, hanno apprezzato l'idea geniale del Maestro che ha scelto di portali in enormi stadi e in questo modo, renderli disinibiti e farli urlare, tutti insieme, frasi e slogan dette da lui.
Al mio rientro in Italia, prima di consegnare la relazione conclusiva al gruppo alla Commissione diretta dalla Moratti, ho chiesto ed ottenuto di far entrare allo stadio, migliaia di giovani studenti italiani, per testare il metodo "Crazy English" del Maestro Li Yang. Purtroppo il test non ha superato la prova del "campo" perché un pseudo "gurù" che doveva fare le veci del Maestro Li Yang, iniziava la sua "lezione", indirizzando delle invettive verso il campo di gioco, fomentando tutte le migliaia di studenti assiepati nella curva, che lo seguivano e ripetevano a gran voce, in un maccheronico "Crazy Italian" la seguente frase: Letizia, Letizia, vai a far la pizza!



Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 10:29 | link | commenti (22) commenti (22)
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lunedì, 22 settembre 2003

Sollecitato dal mio amico alpinista Reinhold Messner, devo tornare a parlare del professore Jean-Paul Richalet, a cui avevo chiesto [vds. post pubblicato il 9 settembre u.s., visibile in questa stessa pagina] di smentire la notizia del suo esperimento fatto sul Monte Bianco. Pensavo, con quel mio intervento, di salvaguardare la "inviolabilità" della montagna, "morbosamente" cara al grande Messner. Questo il vero motivo del mio sollecito, inoltrato al professore Richalet.
Messner, da "amante morboso" della montagna, mi aveva ringraziato per quella mia presa di posizione; tanto era bastata per tranquilizzarlo: nessuno, con il viagra o senza viagra, avrebbe "violato" la sua "amata" montagna.
Purtroppo, quello che non doveva accadere è accaduto. Dovete credermi, vedere il mio amico Messner, urlare come uno Yeti, con le lacrime agli occhi, mi ha profondamente colpito. Piangeva e singhiozzava come un bambino, sbattendo i pugni sul tavolo, dove era poggiata la prima pagina di un giornale nazionale. Il titolo a caratteri cubitali e una foto del Monte Bianco in bella evidenza, chiarivano tutto: «Inaudito, un folle ha stuprato l'amante di Messner!»



Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 22:42 | link | commenti (22) commenti (22)
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sabato, 20 settembre 2003

Prima di salpare, volevo ringraziare Carlo V, un grandissimo uomo che ha avuto fiducia nel mio progetto e per questo motivo ha finanziato la mia missione. Oggi, 20 settembre 1519, al comando di 5 navi, parto per le Indie che conto di raggiungere attraverso una inedita rotta che ho studiato. In cuor mio, temo questo viaggio perchè non posso immaginare i pericoli a cui andrò incontro. Comunque, anche se nel primo anno di viaggio perderò due navi, riuscirò con le restanti tre ad attraversare uno "stretto" a cui darò il mio nome. Superato lo "Stretto di Magellano", solcherò un mare sconfinato che navigherò affidandomi alla buona sorte. Tra tempeste, cicloni e uragani, raggiungerò ugualmente le Indie. Non preoccupatevi, avrò tanta fortuna e attraverserò questo immenso mare senza incontrare nessuna tempesta o ciclone. Un pò di preoccupazione solo per l'uragano Isabel. Anche questo timore risulterà infondato perchè l'uragano Isabel, esaurirà la sua forza distruttrice nel momento in cui mi troverò in quel tratto di oceano. Proprio per la tranquillità di questo attraversamento, chiamerò questo mare con un nome adeguato: "Oceano Pacifico".
Dopo due anni dalla partenza, raggiungerò le Marianne e sicuramente avrò a che fare con degli indigeni delle Filippine che segneranno la mia fine.
Non preoccupatevi, vi racconterà tutto Antonio Pigafetta, che ringrazio anticipatamente.



Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 10:52 | link | commenti (14) commenti (14)
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giovedì, 18 settembre 2003

John Burns, è un giornalista americano che lavora per il New York Times. Ho capito che è un tipo vendicativo e quel rifiuto che ha subito da una delle due giornaliste RAI, Lilli Gruber o Giovanna Botteri, lo hanno profondamente scosso. Da quanto emerge, sembra che durante la guerra in Iraq, una sera, il nostro, si sia introdotto furtivamente nella stanza di una delle due giornaliste [nella stanza della Gruber?, nella stanza della Botteri?], sicuro di essere ospitato e di passare a letto tutta la notte. E' stato allontanato a pedate e John per vendicarsi, ha scritto un libro, uscito in questi giorni, dove ha citato le due giornaliste definendole amanti di Saddam. Non pensavo che John Burns, geloso di Saddam Hussein, arrivasse a tanto: "sbavare" fino a questo punto per la Gruber o la Botteri.

Altra storia finita male è quella che riguarda Jennifer Lopez. La rabbia per il suo matrimonio, andato letteralmente in fumo, è confermato dal fatto che la cantante ha bruciato il suo abito da sposa, costato 35 mila dollari, facendosi aiutare da alcuni piromani haitiani, esperti di riti voodoo. Per il disturbo, i piromani haitiani, hanno chiesto la bellezza di 70 mila dollari, per comprare alcune scatole di fiammiferi.

Quando hanno messo in vendita via internet la pillola del viagra, Emilio Fede e Luca Giurato, avevano detto che non avrebbero mai fatto quel tipo di acquisto, perchè erano anni che avevano altro a cui pensare. Al contrario, sono stati i primi ad acquistare la "pillola antisbornia" del giorno dopo, messa in vendita dal Kgb, perchè convinti che hanno ancora qualche cartuccia da sparare e, appasionati di caccia, vogliono continuare a centrare "papere" a tutto spiano.





Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 17:29 | link | commenti (11) commenti (11)
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Una lettura veloce di qualche notizia mattutina che ho letto in giro per il web. Per iniziare, ho capito che se vivo a Cremona, è meglio far allagare casa e non chiamare l'idraulico. Ho notato che da quelle parti, hanno un brutto vizio di famiglia: per fare dei piccoli lavoretti, sono abituati a presentarti un conto da paura. Nonno idraulico e nipote idraulico non si smentiscono! Pompieri, ho casa allagata, potete intervenire? grazie.
Non immaginavo che i giapponesi sarebbero arrivati a tanto, vero Yoshi? Dobbiamo prendere atto che lui è il più bravo e per questo motivo, la prossima pizza, ho deciso che andrò a mangiarla in Giappone.
Ho pensato subito a Supergiovane, poi ho capito che non era lui quel tizio che a Londra, vestito con una tutina attillata e armato di smerigliatrice, sentendosi un "supereroe", interviene al volo per liberare le auto dalle ganasce. "Sganasciandomi" dalle risate, ho letto l'idea, proposta dal ministro Marzano, per combattere il caro prezzi. Ecco l'idea di "pomodoro": sconti in alcune ore della giornata o in determinati giorni. Peccato che le ore che ha scelto SanMarzano, sono quelle notturne e i giorni, quelli di chiusura degli esercizi commerciali.



Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 10:09 | link | commenti (13) commenti (13)
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martedì, 16 settembre 2003

I dati trionfalistici comunicati dalle associazioni dei consumatori, riferiti all'alta percentuale di adesioni allo "sciopero della spesa" non mi ha convinto. Ho fatto una rapida verifica è ho trovato il vero motivo che ha determinato un così alto numero di italiani che questa mattina, tra le ore 09.00 e le ore 11.00 hanno "boicottato" i centri commerciali e involontariamente alterato i dati percentuali, comunicati in serata dalle associazioni dei consumatori. Tutto è stato causato da una incompleta notizia che i radiogiornali hanno dato con il primo notiziario mattutino. Senza precisare la città e il centro commerciale in cui stava accadendo il fatto, hanno detto che un folle, vestito da samurai, armato con una spada, rincorreva e tentava di colpire chi incautamente si accingeva ad entrare dentro ad un non precisato centro commerciale. Per questo motivo, oggi, un'alta percentuale di consumatori ha preferito non andare a fare la spesa, girando alla larga dai centri commerciali ed evitare in questo modo, ogni possibile contatto con il folle samurai.

Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 21:50 | link | commenti (17) commenti (17)
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lunedì, 15 settembre 2003

Attendevo da alcuni giorni una nuova chiamata telefonica di Hagenbeck Johann, un componente della giunta comunale della città di Hamelin in Sassonia. Qualche settimana prima, precisamente il 2 settembre del 1300, Johann, mi aveva fatto pervenire una corposa relazione su quanto stava accadendo nella sua città. Per l'urgenza e la drammaticità della situazione, dopo aver letto la relazione di Hagenbeck, avevo immediatamente fatto attivare il S.O.R.C.I. - Sede Operativa Ratti Centro Internazionale -, per un rapido intervento delle loro unità, specializzate in rapide disinfestazioni in territori contaminati da ratti. Hamelin, era una città sotto assedio, infestata da migliaia di ratti, che aumentavano giorno dopo giorno, senza che nessuno riuscisse a fermare questa preoccupante invasione. Anzi, oltre al gran numero di topi, quello che aveva messo in apprensione i cittadini di Hamelin era il fatto che i ratti, senza nessun timore, attaccavano i cani, uccidevano i gatti e pericolosamente mordevano anche i bambini nelle culle, mettendo in fuga le madri, spaventate a morte.
La situazione era diventata insostenibile e pericolosa anche per il sindaco e la sua giunta, violentemente contestati e minacciati da tutti i cittadini di Hamelin, che li accusavano di incapacità di trovare una soluzione per combattere l'invasione di topi. Hagenbeck aveva chiesto il mio aiuto perchè era al corrente che in una situazione analoga ma non così drammatica, qualche anno prima, in un piccolo paesino vicino a "Pittdog", avevo fatto intervenire un giovane musicista disoccupato, appasionato di piffero, che suonandolo con una tecnica sperimentale, riusciva ad emettere note ed ultrasuoni. Proprio gli ultrasuoni permettevano al giovane pifferaio di interagire con qualsiasi razza animale e quella volta, l'intervento con il piffero, era servito per far ammansire i cani pittbull che in completa libertà, scorazzavano per il paese ed attaccavano a morsi, chiunque si trovasse in strada.
L'attesa telefonata arrivò il 15 settembre 1300. Hagenbeck Johann, mi relazionava che il giovane pifferaio che gli avevo mandato, suonando il suo strumento, era riuscito magicamente a raccogliere in processione migliaia di topi che attratti dalle note ultrasoniche di quel piffero, lo avevano seguito lungo la strada principale diretti fuori città e allontanati definitivamente da Hamelin.
Ero intento ad ascoltare un emozionato Hagenbeck Johann, che mi stava ringraziando per l'aiuto ricevuto, quando dal Centro Sperimentale della Cefalea di Hamelin, chiamava anche il responsabile per mettermi al corrente che un suo allievo, cercando di imitare il mio pifferaio di Hamelin, era riuscito a causare artificialmente una forte cefalea ad alcuni topi di laboratorio, suonando maldestramente un piffero. Adesso, con delle cavie a disposizione, poter studiare un nuovo farmaco per combattere il mal di testa, diventava tutto più semplice. Per questo motivo, il responsabile del Laboratorio, mi aveva chiamato per ringraziarmi.




Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 17:42 | link | commenti (12) commenti (12)
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venerdì, 12 settembre 2003

Ero in fila all'ufficio postale di Gardengreen City, quella mattina del 12 settembre del 1898. Gardengreen City, è un piccolo sobborgo a 90 miglia da Darwin che, per il circondario, è la città più importante nel raggio di 60 miglia. Le operazioni allo sportello procedevano a rilento, perchè l'impiegato era occupato a ricevere, via telegrafo, un dispaccio di agenzia e appena ricevuto, veniva commentato con un un laconico: "i soliti imbecilli". Come sempre, le notizie che arrivavano via telegrafo, dopo alcuni minuti, venivano reclamate dagli astanti, curiosi di conoscere l'argomento della notizia. Passavano alcuni minuti e l'impiegato, nel più assoluto silenzio, leggeva, il contenuto del dispaccio, commentato subito dai presenti che attendevano in fila il proprio turno davanti allo sportello. " Una donna di 38 anni, è stata operata urgentemente con taglio cesareo, non era incinta"; questo era il preambolo del testo del dispaccio che aveva appena letto l'impiegato. Erano trascorsi 15 minuti ed ero già fuori dall'ufficio postale, dopo aver consegnato una mia missiva per la spedizione. Tutti non riuscivano a capire il motivo che aveva portato i medici ed ostetrici dell'Ospedale di Darwin a commettere un così grave errore. Conoscendo la signora Lursteny Marie, ostetrica, in pensione, una vera istituzione di Gardengreen City, sono andato subito a trovarla per raccontargli l'accaduto. "Lo sapevo che un giorno o l'altro sarebbe accaduto. Devi sapere che .....".
Ho ringraziato la signora Lursteny e di corsa mi sono avviato all'ufficio postale per spedire un telegramma alla redazione del News Garden City e metterli al corrente del vero motivo che aveva portato i medici ed ostetrici dell'ospedale di Darwin, ad intervenire sulla signora, con una operazione di taglio cesareo. La signora Lursteny Marie, mi aveva raccontato che dieci anni prima, precisamente il 7 settembre 1888, al City Hospital di New York, era stata adagiata in un "grembo artificiale", una piccolissima neonata, Edith Eleanor McLean, nata prematura, permettendogli di superare brillantemente le prime settimane di vita. Tutto merito dell'invenzione di un suo amico, medico francese che aveva collaudato e brevettato la prima incubatrice, modellando un contenitore dalla struttura in legno, vetrato e imbottito con morbidi panni, riscaldato, vaporizzato e dotato di un termometro per regolare la temperatura.
All'ospedale di Darwin, l'incubatrice brevettata in America, arrivò dopo due anni, quando ormai, la signora Lursteny Marie era andata in pensione e non era mai stata utilizzata perchè da quell'epoca, non vi erano state occasioni di parti prematuri. Passarono altri otto anni ed è storia di ieri. Quando all'ospedale è arrivata la signora, i medici e gli ostetrici, non rendendosi conto che aveva solo dei forti dolori addominali, generati da una luculliana cena a cui aveva partecipato in casa di parenti, hanno predisposto l'incubatrice, operato in fretta e furia la signora, convinti che era giunto il sospirato, fatidico momento.



Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 17:55 | link | commenti (22) commenti (22)
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giovedì, 11 settembre 2003

Quando sono entrato al Billionaire in Costa Smeralda, anche se era mattino inoltrato, non mi sono meravigliato di trovare seduto sulla sua poltrona preferita, Flavio Briatore, padrone di casa di questo bel locale sardo, frequentato dal jet-set internazionale. Proprio di fronte a Briatore, era seduta Helga, una mia cara amica tedesca, in Italia da alcuni anni, corrispondente " freelance" per Bunte, un settimanale tedesco; anche lei in Sardegna per vacanza e sempre alla ricerca del suo primo "scoop". Ecco, come e quando, la mia amica tedesca è riuscita a realizzare l'articolo su Briatore, pubblicato dal settimanale Bunte. Sapendo che mi trovavo in Costa Smeralda per il Ferragosto, mi aveva chiamato al cellulare per dirmi che mi attendeva al Billionaire e mi invitava per un aperitivo. L'ho salutata e lei mi ha subito bisbigliato che non si trovava in questo locale per lavoro, anche se avere di fronte Briatore, era una bella occasione per fare un "pezzo" estivo ed inoltrarlo alla redazione del Bunte. Sorseggiavamo i nostri aperitivi e parlavamo delle vacanze e del caldo davvero eccezionale che dall'inizio di giugno non dava tregua. Presi dai nostri discorsi, sulle rispettive vacanze, non avevamo ascoltato dall'inizio quanto Briatore stava raccontando ad alcuni suoi amici che nel frattempo erano entrati nel suo locale e già erano seduti accanto a lui, assorti ad ascoltarlo. Non mi piace origliare ma io e Helga eravamo talmente vicini e quanto raccontava Briatore potevamo ascoltarlo nitidamente, anche se a tratti, il rumore di fondo della musica e il bisbiglio delle voci nel locale, coprivano il suo discorso. Helga prendeva appunti mentre Briatore parlava con enfasi di una estetica accattivante, del piacere di guidarla, del suo profilo molto cuneiforme. Della facilità di portarla su di giri in meno di 10 secondi. Gli brillavano gli occhi quando accennava al suo frontale e dei coprifari di forma tridimensionale: andando giù nei particolari, era particolarmente eccitato nel parlare del profilo della carrozzeria tutte curve mozzafiato, dei suoi grandi gruppi ottici posteriori traslucidi. Era arrivato addirittura a chiamare questa sua fiammante creatura Renault-Haidi, come quella delle "favole". Ormai Briatore non aveva più "freni" inibitori e al culmine della sua eccitazione, era arrivato al punto di gridare che era pazzamente innamorato di lei e che addirittura avrebbe compiuto il fatidico passo, quello di sposarla, naturalmente dopo un bel rodaggio durato 6 mesi.
Va bene che è una "formula uno", ma si può arrivare a tanto? addirittura sposare una macchina? Questo l'interrogativo finale che si poneva e scriveva la mia amica Helga al momento dell'inoltro del suo "scoop" che il Bunte ha pubblicato integralmente con la sua firma. Ho ancora stampato in fronte quel suo bacio pieno di felicità e le parole che mi ha detto mentre me lo dava: " Patti, oggi è l'11 agosto 2003, ieri notte ho visto cadere una stella, ho espresso un desiderio e si è realizzato".


Fantasia/realtà di Pattinando, inserita alle ore 12:41 | link | commenti (15) commenti (15)
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