La vera notizia non è quella che è stata comunicata da tutti gli organi di informazione e che per comodità riporto integralmente prelevandola da un lancio dell'Agenzia Adnkronos:
"26/LUG/03 - 20:47 AUTOMOBILISMO: RALLY PUGLIA, EMANUELE FILIBERTO ESCE DI STRADA ILLESO
Potenza, 26 lug. (Adnkronos) - E' uscito di strada il principe Emanuele Filiberto di Savoia che questo pomeriggio ha partecipato alla XV edizione del rally di Puglia e Basilicata, cui sono iscritti venticinque equipaggi. La competizione e' partita questo pomeriggio, alle ore 16.30, da Potenza, con la prima delle due gare valide come quinta prova del campionato italiano ''Tout Terrain''. Il giovane principe, che è rimasto illeso, ha gareggiato in coppia con Rudy Briani, a bordo di una Mitsubishi Pajero. Il principe Emanuele Filiberto era partito nella classifica generale al 19^ posto, con soli venti punti all'attivo. La gara, organizzata dalla scuderia Japigia di Bari e' riservato a vetture fuoristrada".
Il principe Emanuele Filiberto, per non fare la figura del pirla e prendersi un altro tapiro d'oro dopo quello ricevuto qualche settimana fa, per aver messo incinta un'attrice, avendo conoscenze in loco, ha fatto contattare l'organizzazione del Rally di Puglia e Basilicata di cui fa parte un ingegnere della motorizzazione che è il ragazzo di una mia cara amica, per far dare una versione differente dell'incidente che lo ha coinvolto. Questa mattina incontrandola, ho chiesto notizie del suo ragazzo che non vedevo da alcuni giorni e lei mi ha raccontato che ieri sera, quando ha avuto modo di parlare al telefono con il suo fidanzato che fa parte dell'organizzazione del Rally, ha saputo dell'incidente del principe. Qualche scarna notizia l'avevo ascoltata anche io alla radio ieri sera e alla mia amica ho chiesto altri particolari della dinamica dell'incidente, convinto che il principe fosse stato coinvolto nell'incidente rallystico mentre era alla guida di un Mitsubishi Pajero 3.2T. Lei si è messa a ridere e mi ha detto che era accaduto un incidente al principe, ma non al Rally di Puglia. Mi ha detto che il principe si trovava in una località attraversata dal Rally e preso dalla voglia di guidare una macchina ed immaginare di far parte del gruppo dei concorrenti partecipanti alla competizione, era salito su una piccola utilitaria a trazione elettrica ed aveva iniziato a correre in pista terrorizzando altri bambini che su altre vetture si trovavano sfortunatamente in quel Luna park. Ed è stato proprio in quel frangente che il principe Emanuele Filiberto, compiendo le sue pirlesche evoluzioni, ha urtato un'altra macchinina ferma ai bordi della pista, riuscendo pirlescamente a cappottarsi.
Quando ho chiamato una mia amica che vive a Sanremo, per salutarla ed auguragli una buona vacanza, mi ha risposto con voce tremolante e preoccupata. Conoscendola bene, mi sono subito allarmato e gli ho chiesto se aveva qualche problema con il suo ragazzo o con la sua famiglia. Niente problemi con i miei e neanche con il mio ragazzo, sono preoccupata perchè da alcuni giorni non posso andare al mare perchè quì a Sanremo l'ha vietato il sindaco per problemi di sicurezza. Mi ha spiegato che una strana polvere di colore rosa con smagliature bianche era stata trovata l'altro ieri mattina sul bagnasciuga dove nottetempo, erano state viste aggirarsi due donne ultracinquantenni, che armeggiavano con alcune bombolette spray, con l'intento di cospargersi le gambe con lo strano spruzzo che fuoriusciva dalle bombolette, ma per imperizia delle due donne, il getto veniva indirizzato verso il bagnasciuga senza colpire le gambe. I guardiani dello stabilimento le avevano individuate vedendole con i binocoli a raggi infrarossi e si erano mossi prontamente per bloccarle ma le due donne erano riuscite a far perdere le loro tracce nell'oscurità della notte. Giunti sul posto i guardiani avevano subito notato quella strana schiuma di colore rosa bianco che copiosa aveva coperto alcuni metri di spiaggia. Avvertite le autorità investigative e il sindaco è scattato il divieto di balneazione che fino a nuovo ordine, impedirà a tutti di andare al mare. Ecco, mi ha detto, il motivo di questa mia voce preoccupata. Appena ha terminato il suo racconto, sono scoppiato in una fragorosa risata che ha indispettito la mia amica: non l'avevo mai sentita così adirata, mi ha mandato subito a quel paese e la sentivo urlare una sventagliata di parolacce; io continuavo a ridere, non riuscivo a smettere e lei accompagnando l'ultima parolaccia, aveva staccato la comunicazione, spegnendo il cellulare. Ho impiegato più di due ore prima di riuscire a farla rispondere nuovamente al cellulare. Mi ha risposto con un vaffa ancora pieno di rabbia, allora io ho cercato subito di calmarla dicendogli se era interessata a conoscere il motivo della mia risata che l'aveva tanto indispettita. Quando ho capito che si era calmata gli ho raccontato che anche la zia di un mio amico faceva uso di quel tipo di bomboletta giapponese e anche lei inizialmente aveva avuto difficoltà ad usarla e la prima volta aveva riempito il suo bagno di schiuma color rosa. Quel giorno avevo accompagnato di corsa il mio amico a casa di sua zia che terrorizzata lo aveva chiamato al telefono. Quando arrivammo a casa, trovammo il bagno pieno di schiuma rosa color bianco smagliante e una bomboletta dove in giapponese con la traduzione in italiano si leggeva che conteneva un nuovo prodotto rivoluzionario per le donne che sostituiva in tutto e per tutto un indumento femminile e che per usarlo, bastava spruzzarlo sulle gambe, pronunciando in giapponese la frase: OMSA CHE GAMBE!
Mi ha chiamato un mio conoscente di Reggio Emila, consigliere comunale che conosce molto bene la città di Fort Worth, per mettermi al corrente della rapina maldestra che un tale ha compiuto ieri. Il mio amico di Reggio Emilia si è trasferito da alcuni mesi a Forth Worth per partecipare a dei convegni di studio sulla pena di morte. Infatti, Reggio Emilia da molti anni ha programmi di scambi culturali con la città Texana. Sono più di 17 anni che le due città sono gemellate, anche se nel corso degli anni, per differenti opinioni sulla pena di morte, si è rischiato di rompere ogni rapporto. Questo mio amico di Reggio Emilia, che ho conosciuto qualche anno fa mentre mi trovavo da quelle parti per una vacanza, è stato il primo ad informarmi su quanto è accaduto ieri a Forth Work. Mi ha parlato di un rapinatore solitario che si è introdotto nella Filiale della Wells Fargo Bank e con il classico: "questa non è una rapina, diritto allo studio e alla laurea, fermi tutti", scandito in perfetto italiano, si era portato via tanti dollari. Gli ho risposto che quello slogan della rapina era utilizzato nelle manifestazioni universitarie alla Sapienza che io avevo avuto modo di ascoltare qualche anno fa proprio in una manifestazione di protesta a Roma. Avevo appena terminato di raccontargli questo particolare che lui dall'altro capo del telefono mi diceva, quasi urlando, che mi aveva telefonato anche per dirmi che nelle vicinanze della Banca aveva trovato un un curriculum vero e una laurea contraffatta di uno studente universitario della Sapienza: come dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Questo weekend l'ho trascorso con una mia amica ecologista che mi ha fatto leggere il libro "Guide to Environment-Friendly Sex" che Greenpeace ha voluto pubblicare e diffondere per una guida al sesso ecologico e non inquinante. Ho iniziato a leggerlo per puro divertimento, prendendo in giro la mia amica che ha già iniziato a mettere in pratica quanto suggerito dalle pagine del libro. Inizialmente ero scettico su quanto il libro consigliava, poi pensando bene a quello che in questi giorni è accaduto in Italia e analizzando la situazione attuale, mi sono reso conto che questo libro è diventato un vero punto di riferimento per chi ha a cuore la nostra salute sessuale, ecologicamente parlando. Riporto qualche suggerimento saliente e che alla prova dei fatti, ho notato che è stato già messo in pratica. Per chi ancora non ha avuto modo di leggerlo, posso dire che il libro di Greenpeace sin dalle prime pagine consiglia di spegnere tutte le luci nell'alcova, perchè tutti devono dare il proprio contributo per ridurre il consumo di energia. Ecco spiegato i motivi dei blackout che guarda caso, sono iniziati appena è stato distribuito il libro. Anche la protesta degli agricoltori della Padania è stata innescata da altri consigli del libro degli ecologisti che in altra pagina consiglia a tutti quelli che prima di un incontro amoroso hanno necessità di fare un pieno di energia con la frutta, di consumare solo quella non geneticamente modificata. Ecco che in Padania è partita la campagna di smantellamento delle colture geneticamente modificate. Come non pensare che i consigli di Greenpeace non siano stati presi alla lettera da chi ci governa? Per non dilungarmi troppo, anche perchè il libro non l'ho letto tutto, faccio un ultimo riferimento ad un altro capitolo del libro, quello che parla del consumo dell'acqua. Sulla guida ambientalista è ben sottolineato il valore di un bene per l'umanità che è l'acqua che inizia a scarseggiare. La guida ambientalista consiglia di fare la doccia insieme per risparmiare l'acqua ed anche per uno stimolo ad accendere la passione; chiaramente si riferisce alle coppie eterosessuali. Non posso immaginare cosa inventeranno quelli che ci governano per far mettere in pratica anche questo consiglio, se avranno la dimenticanza di sottolineare che la doccia insieme la devono fare solo persone di sesso opposto. Io ho preso le mie precauzioni: in doccia, se i governanti ci costringeranno a farla con altri, non farò usare nessuna saponetta .... inchinarsi a raccoglierla, potrebbe essere ecologicamente pericoloso.
Sono contento di aver reso un enorme favore ad alcuni amici inglesi, ricercatori della Royal, che oggi possono annunciare il via alla rilevazione degli insetti per mezzo dello "splattometro", una speciale pellicola adesiva in pvc che verrà messa sul parabrezza di milioni di automobili inglesi che io ho collaudato personalmente qualche mese fa ed ora, ho il piacere di raccontare. Ricordo che ero stato invitato in Inghilterra e arrivato al centro di ricerca sperimentale della Royal, ero stato messo al corrente che l'esperimento era nato perchè in Inghilterra, come in gran parte del mondo, era stata notata una notevole diminuzione di insetti, evidenziata dai parabrezza delle automobili che risultavano meno sporchi, dopo un viaggio fuori città. Questo dato aveva fatto scattare l'allarme e messo in agitazione tutta la comunità scientifica inglese che si era attivata per fare delle verifiche a livello scientifico e catalogare minuziosamente numero e specie di insetti, ancora presenti e non estinti. Così i miei amici inglesi, ricercatori della Royal, dopo aver realizzato la pellicola adesiva, mi chiesero di provarla sul campo per avere un riscontro attendibile su quanto avevano ottenuto con prove di laboratorio, effettuate in una ristretta zona limitrofa, adiacente al Centro sperimentale della Royal. Ai miei amici ricercatori era stato chiesto di realizzare in tempi brevi il collaudo e la realizzazione della sperimentazione. Proprio per la fretta quando arrivai alla Royal, invece di salire su una macchina, inforcai una moto e a tutto gas raggiunsi il circuito campestre che mi era stato indicato, con l'idea di percorrerlo in brevissimo tempo per portare velocemente i dati da me raccolti ai miei amici inglesi che a loro volta erano in attesa di riceverli per poi inoltrarli con una relazione dettagliata alla comunità scientifica inglese. Ricordo quei momenti dell'inizio della prova ed in particolare la partenza a tutto gas con la moto mentre i miei amici inglesi si sbracciavano e mi urlavano dietro qualcosa riferito alla macchina, al parabrezza e alla pellicola. Preso dall'euforia, non ero riuscito a capire che il collaudo lo dovevo fare con la macchina ed avevo intrepretato gli urli e quell'agitazione dei miei amici inglesi come incitamenti ed un in bocca al lupo per la buona riuscita del collaudo. In quel momento, l'unica cosa che avevo fatto era stata quella di salutarli con un sorriso grande così, un sorriso che non ho mai abbandonato e che mi ha accompagnato per tutto il tragitto in moto. Ed è stato proprio quel sorriso che mi ha aiutato a non fallire il collaudo permettendomi, involontariamente, di reperire quelle informazioni per i miei amici ricercatori inglesi che per ricordo del buon esito della prova , hanno voluto immortalare "quei dati" che ho raccolto con il mio sorriso e che sono visibili in questa foto qui.
Mi chiamo Phineas Taylor Barnum, l'inventore del circo Barnum. Dal lontano 1855, porto in giro per il mondo il mio spettacolo da baraccone, molto apprezzato dal pubblico e dalla critica. La chiave del mio successo? propongo sempre "nuovi artisti" che ingaggio direttamente sul luogo in cui alzo le tende del circo. Da molti anni non venivo a far spettacolo in Italia e devo dire che i "fenomeni da baraccone" che ho trovato, sono stati tutti all'altezza dei loro numeri. Quelli che maggiormente si sono distinti sono stati il nano Silvio che ha raccontato barzellette sui tedeschi - che non hanno apprezzato - e l'uomo cannone Bossi che ha cercato in tutti i modi di farsi catapultare da una bocca da fuoco, per colpire qualche barchetta di extracomunitari in mezzo al mare; ha fallito perchè ha preteso troppo dal suo numero: LEGAto ha avuto difficoltà notevoli per colpire i suoi obiettivi. L'occasione della sosta in Italia mi ha permesso di vedere lo spettacolo "Donne sotto alle stelle" e grazie a questo spettacolo, sono diventato anche l'inventore del primo concorso di bellezza al mondo, dopo aver freneticamente lavorato per organizzarlo quì in America. Devo dire che sin dal primo momento ho incontrato notevoli difficoltà. La selezione delle ragazze che dovevano sfilare in costume da bagno non ha avuto successo. Nessuna ha aderito all'iniziativa. Non mi sono perso d'animo ed ho promesso premi in oro e gioielli alle partecipanti; anche questi incentivi non hanno avuto successo. Allora ho inviato un questionario a tutte le ragazze invitate alla selezione ed ho chiesto di rispondere anonimamente ad alcune domande: perchè non vuoi sfilare in costume da bagno? saresti disposta a sfilare vestita? Il questionario con le risposte è arrivato al sottoscritto. La risposta che hanno scritto è stata che desideravano tantissimo partecipare al primo concorso di bellezza, ma non in costume da bagno, perchè essendo delle ragazze morigerate e piene di tabù, non se la sentivano di sfilare in carne ed ossa, a cosce scoperte, davanti a tanti uomini che le avrebbero divorate con gli occhi. Ragazze, ma che risposta date, siamo nel 1855, ancora con questi tabù? non preoccupatevi che troverò una soluzione a questo vostro atteggiamento. Ho impiegato due giorni per trovare il modo per farle sfilare senza creargli dei blocchi psicologici. Ho chiesto a tutte le ragazze una foto dicendo loro che mi serviva per farle sfilare senza indossare il costume da bagno. Le ragazze hanno accettato e mi hanno inviato le foto che io ho fatto ingrandire, ritagliare a mezzo busto e fatte incorniciare in splendidi quadri che ho messo in bella mostra nel mio museo. Il pubblico maschile, invitato per votare la ragazza più bella, non si è fatto pregare e da ieri affolla le sale del museo. Forse non sono abituati a frequentarle perchè la cosa strana che ho notato è che sostano davanti ai quadri dei mezzi busti delle ragazze, chinano il capo, guardano il muro dal basso verso l'alto, lanciando delle occhiate libidinose. Vuoi vedere che cercano qualche cosa che possono solo immaginare?
Venerdì 11 luglio 2003, una nota ufficiale della Reale casa di Savoia ha annunciato che molto presto Emanuele Filiberto di Savoia sposerà Clotilde Courau,, incinta di 4 mesi, senza specificare dove, quando e come avverrà il matrimonio. Una notizia degna di approfondimento, a cui ho dedicato parte di questo weekend. Per avere un quadro completo della situazione, ho fatto un giro di telefonate ad amici napoletani che mi hanno messo in contatto con la "colf" di Casa Savoia. E' stata ben felice di raccontarmi tutto. Mi ha spiegato che era stata licenziata giovedì scorso perchè oltre ad aver scoperto in atteggiamento intimo il principe e una attrice non tanto conosciuta, aveva avuto anche l'occasione di ascoltare il violento sfogo dei genitori di Emanuele Filiberto di Savoia che in occasione del loro rientro in Italia dall'esilio, ricordavano che a Napoli, proprio 4 mesi fa, erano stati accolti da molte pernacchie e sempre a Napoli, il loro figlio, nonostante le raccomandazioni ricevute, era diventato un "pollo". Un "pollo" perchè aveva fatto amicizia con una certa Clotilde Courau, attrice di poco conto ma molto scaltra. Vittorio Emanuele e Marina Doria, urlavano in faccia al figlio Emanuele che era stato proprio "un pollo" perchè tra tutte le attrici e attricette conosciute, aveva scelto di andare a letto con quella sbagliata: l'unica a cui non sembrava vero far diventare "pollo" qualcuno, mettendo in pratica tutto quello che aveva interpretato nel film "L’esca". L'amo, l'amo, sono state le uniche parole che Emanuele Filiberto è riuscito a controbattere ai suoi genitori infuriati.
Ero su ICQ ed ho ricevuto un saluto da un tizio che risultava corrispondere dal Giappone e qualificandosi come un giornalista freelance giapponese mi diceva che era da quasi 40 ore che cercava di corrispondere con qualcuno in Italia, perchè aveva uno scoop tra le mani e voleva avere la conferma su quanto era riuscito a scoprire. Disperato, mi scriveva. in perfetto slang italiano. che precedentemente era riuscito a contattare altri miei connazionali su ICQ. ma era stato liquidato a male parole perchè non credevono alla sua notizia. Dopo aver fatto una verifica con l'Ordine dei giornalisti giapponesi con sede nell'isola di Guam, ed aver avuto la conferma che Akutagawa, questo il suo cognome, non era un mitomane ma un giornalista freelance giapponese, mi sono attivato ed ho iniziato a fare una ricerca abbastanza ostica: in pratica il giornalista giapponese aveva lo scoop che un suo connazionale si era nascosto nella jungla della rete e cercava di contrastare i suoi possibili nemici, rendendosi irreperibile. Scandagliare la jungla della rete alla ricerca di qualcuno che volontariamente si è nascosto non è una impresa di poco conto. Infatti ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie ma alla fine sono riuscito a trovarlo. L'occasione è stata la fine della guerra degli hackers; ho convinto Shoichi Yokoy, che la guerra era finita e che poteva uscire dal suo nascondiglio nella jungla della rete e rimettere online il suo sito che aveva nascosto nel lontano 1° dicembre 1945.
* Shoichi Yokoy è stato l'ultimo giapponese a deporre le armi nel 1972. Si era nascosto nell'isola di Guam e non era al corrente che la guerra era finita nel 1945.
* Il sito web della Giunta Regionale del Veneto è autentico. Il webmaster ha preferito nasconderlo per sottrarlo a possibili attacchi degli hackers di domenica 6 luglio 2003.
Non è stato revocato il divieto di portare la minigonna in tutto il territorio francese. Una mia amica di Nizza che mi ha confermato che il Ministro francese Nicolas Sarkozy, continua a mantenere una posizione "rigida" su quanto ha imposto, da circa 6 mesi, su tutto il territorio "TRANSalpino". Per chi non è al corrente dei fatti di questa notizia - che è stata diffusa a tutte le ambasciate internazionali -, il divieto del Ministro francese Nicolas Sarkozy, non è indirizzato specificatamente ed unicamente alle "passeggiatrici" di certi marciapiedi, ma ad ampio raggio, ha coinvolto tutte le ragazze francesi ed anche tutte le donne di tutte le nazionalità che si trovano in Francia per turismo, studio o lavoro. Il motivo scatenante per cui il Ministro Nicolas Sarkozy, si è accanito contro le donne in minigonna è presto detto. E' accaduto tutto a febbraio di quest'anno; vi riporto l'intervista che ho registrato dalla CNN, dove il suddetto Ministro ha esposto alla stampa internazionale i motivi che lo hanno costretto a prendere una decisione impopolare.
"Ho preso questa decisione perché certi atteggiamenti [vedi foto], ostentati e no, certi abbigliamenti, vistosi e no, certe occhiate [la mia], malandrine e no [ancora la mia], sono state fraintese, o meglio, intese in quella certa maniera. Ed io che sono un dongiovanni mancato, in occasione di una cerimonia militare [vedi sempre la foto] avevo frainteso e fatto l'occhiolino a queste/questi ragazzotte in minigonna. Così, per non prendere altre "cantonate", ho deciso che su tutto il territorio TRANSalpino è assolutamente vietato indossare la minigonna, anche se i miei avversari politici, solo per il gusto di denigrarmi, sostengono che ho preso una vera cantonata, perchè non si tratta di minigonna ma di un tradizionale "kilt", indossato dai militari scozzesi, partecipanti alla cerimonia militare internazionale [vedi foto]" .
Sono una ragazza neopatentata e lavoro presso la Santa Sede, in qualità di accompagnatrice turistica. Da quando è entrato in vigore il nuovo codice della strada, ho cercato di attenermi scrupolosamente alle nuove disposizioni di legge che per i neopatentati sono più vessatorie, in quanto penalizzano doppiamente ogni infrazione commessa, con il rischio di vedersi revocare la patente appena presa. Non potete immaginare quanto sia stressante per me vivere queste giornate; aggiungete che ho dei genitori apprensivi che in continuazione si raccomandano e mi dicono di non superare i limiti di velocità, non fare inversioni ad U, mantenere la distanza di sicurezza, non percorrere le corsie preferenziali, non passare con il rosso, ecc. ecc. In pratica mi hanno fatto metabolizzare tutto il codice della strada, dal primo all'ultimo articolo. Il mio percorso casa-lavoro-casa, non è insidioso perchè è un percorso cittadino: obbligata ad una andatura media, non superiore ai 40km/ora, perchè incolonnata nel traffico cittadino, da neopatentata non ho avuto difficoltà a muovermi in macchina, rispettando il codice della strada e per questo, senza nessun rischio di penalizzazione punti sulla patente. Però .... appena oltrepasso il cancello della Città del Vaticano, per guadagnare quei minuti preziosi per arrivare in orario al mio posto di lavoro, mi libero dalla stretta della "cintura", affondo il piede sull'acceleratore e a razzo percorro le vie interne della Città del Vaticano, dove il traffico non esiste, tantomeno i semafori e neanche l'ombra di qualche guardia svizzera a rilevare qualsiasi infrazione automobilistica. Questa mattina, ho avuto una sgradita sorpresa. Avevo appena percorso qualche chilometro all'interno della Santa Sede e ad un posto di blocco improvvisato, sono stata fermata dalle guardie svizzere. Naturalmente correvo come una pazza, non indossavo la "cintura" e stavo quasi per travolgerli, non immaginando di trovarmi la strada sbarrata da un posto di blocco all'interno della Città del Vaticano. Ho quasi "inchiodato" la macchina e prima che la macchina si arrestasse, ho subito messo la "cintura". Appena ferma, il graduato delle tre guardie svizzere del posto di blocco, mi ha detto se ero al corrente delle nuove disposizioni che ieri, domenica, il Papa, rivolgendosi a tutti i giovani come me, aveva annunciato durante l'Angelus in Piazza S. Pietro. Io ho cercato di giustificarmi dicendo che dentro alla Città del Vaticano avevo sempre percorso le strade ad andatura sostenuta perchè non esisteva nessun divieto, il traffico era scarso e i semafori inesistenti. Il graduato mi ha detto che non gli interessava niente se correvo, ma quello che gli premeva sapere era se avevo recepito la direttiva del Papa, indossando la "cintura". Io mi sono guardata il busto pensando di avere la cintura slacciata ma vedendola perfettamente indossata, gli ho risposto candidamente: guardi, è vero che correvo, ma la "cintura", come può ben vedere, la indosso. Lui si è messo a ridere e sbandierandomi in faccia una pergamena ingiallita da cui velocemente ero riuscita ad intravvederne l'intestazione "ANNO DOMINI 1845 - SANTA ROMANA CHIESA - DIRETTIVA PAPALE", strattonandomi la "cintura" mi ha detto: ma che cosa hai capito, non parlo di questa cintura di sicurezza, ma di quella di castità, la indossi?