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Celina, Lourdes, Lizette, Miriam, Marietta, Rossetta, Regina, Ana, sono le ragazze in fiore, plasmate dalle artistiche mani di Elsa Mora |

Ragazze in fiore, clicca per vedere le altre ragazze
Elsa Mora, nasce a Holguin, Cuba, il 9 maggio, 1971. Artista completa, i suoi lavori (v. su Flickr), spaziano dalla pittura alla fotografia, dalla ceramica, al bronzo, ai lavori in porcellana, ai collage, a tecniche miste.
Elsa Mora, ha frequentato la scuola professionale delle Arti in Holguin. A quindici anni, lascia la sua casa, si trasferisce a Camagüey. Nel 1990, si diploma presso la scuola professionale d’Arti Visive. In quello stesso anno vince il prestigioso premio Amelia Peláez Art Prize.
Nel 1992 un nuovo riconoscimento, vince il Gran Premio nella prima Biennale di Disegno cubano. Un anno più tardi espone alla IX Biennale Internazionale di Cuba.
E' l'inizio della sua affermazione artistica, le sue opere esposte nelle più importanti e prestigiose gallerie del mondo.
Liberamente tradotto Elsa Mora - il suo sito è qui
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Passeggiata della morte, per chi ha coraggio da vendere, lungo la passarella della ripida parete di una stretta gola a El Chorro |
El Camino del Rey (il percorso del Re) è un passaggio pedonale costruito nel 1901, ricavato lungo i tre chilometri della ripida parete di una stretta gola a El Chorro, vicino Málaga, Spagna.
Il passaggio pedonale (un metro di larghezza a 700 metri d'altezza), da molti anni senza manutenzione, è completamente in rovina, molto pericoloso, per lunghi tratti è privo di corrimano. Alcune parti del passaggio pedonale sono crollate, sostituite, alla meno peggio, con tubi di ferro e filo d'acciaio sulla parete.
El Camino del Rey è stato teatro di gravissimi incidenti, molte persone hanno perso la vita percorrendo la passarella.
La morte di quattro persone in due incidenti nel 1999 e nel 2000, ha crostretto il governo locale a chiudere gli ingressi, anche se questo, non impedisce ai più coraggiosi di avventurarsi lungo El Camino del Rey, diventato sempre più pericoloso, come testimoniato dal video.
Liberamente tradotto da Travel
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Insensibile, Louis Vuitton, prende a borsate Nadia Plesner, perché ha utilizzato il suo marchio per la campagna "Simple Living", a favore del Darfur |

clicca per ingrandire a livello di poster
L'artista danese Nadia Plesner, è stata citata in giudizio da Louis Vuitton, per uso diffamatorio del nome e del logo della casa francese.
La Plesner, gestisce "Simple Living", organizzazione per il sostegno delle vittime del Darfur, vende t-shirt e poster con l'immagine di un bambino nudo che porta al braccio una borsa di Louis Vuitton e sotto l'altro braccio, un chihuahua che ricorda quello di Paris Hilton (v. immagine sopra)..
Nadia Plesne, racconta:
"La mia illustrazione per Simple Living, è un'idea sollecitata da un settore dell'informazione che mette in luce persone e oggetti completamente insignificanti. E' sufficiente indossare una brutta borsa alla moda e portare in braccio un piccolo cane, per ottenere visibilità sulle copertine delle riviste e sui media? Allora, mi sono detta, lo faccio con Simple Living, vale effettivamente la pena di farlo per le persone che meritano e hanno bisogno d'attenzione. I mezzi d'informazione quando martellano in continuazione con le stesse immagini, convincono la gente a credere che sono importanti.
Ho letto il libro ”Not on our watch” di Don Cheadle e John Prendergast, mi ha inorridito il fatto che anche con il genocidio ed altre atrocità in corso nel Darfur, Paris Hilton continua a catturare tutte le attenzioni, possibile che l'industria dello spettacolo ha oltrepassato il buon senso cadendo così in basso? se non riesci a batterli, unisciti a loro combattendoli con le stesse armi. Questo è il motivo che mi ha spinto a mescolare nel mio disegno la crudele realtà del mondo, come quella nel Darfur, con gli elementi superficiali del mondo dello spettacolo.
Ho visto il sito Savedarfur, tra le altre cose, invita a sensibilizzare l'opinione pubblica e a raccogliere fondi. E' quello che sto cercando di fare. Il 100% degli utili raccolti da "Simple Living" con la vendita di t-shirt e poster, è devoluto totalmente per programmi che svolgono un ruolo determinante nella costruzione di politiche e di pressioni economiche, necessarie per porre fine alla crisi nel Darfur".
Nadia Plesner, presa a borsate dall’insensibilità di Louis Vuitton
"Il 13 febbraio 2008 - racconta Nadia Plesner -, ho ricevuto una lettera dall'ufficio principale di Louis Vuitton a Parigi, con fermezza mi hanno chiesto di porre immediatamente fine alla campagna pro Darfur perché ho raffigurato un loro prodotto. Decisa a sostenere la mia libertà artistica per esprimere la visione delle brutture del mondo, senza subire restrizioni da parte di nessuno, il 20 febbraio 2008, ho informato il direttore della proprietà intellettuale di Louis Vuitton, che intendo continuare la mia campagna per sostenere le vittime del Darfur.
Il 15 aprile 2008, ho ricevuto una querela da Louis Vuitton".
Liberamente tradotto da Nadia Plesner, Simple Living
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Ironia della sorte, nel 1976, durante lo sciopero dei medici di Los Angeles, il numero giornaliero di morti in città è sceso del 18% |
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Invece di lavorare, navigava su siti porno: ha visto 780.000 siti in nove mesi, 10.000 pagine il giorno |
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Non è fantascienza ma l'applicazione della sorprendente medicina rigenerativa |
Lee Spievack, dopo aver seguito il consiglio del fratello, con stupore, vide ricrescere la parte superiore del suo dito, completata dopo quattro settimane, con pelle, tessuto connettivo, tendini, osso, impronta digitale e unghia.|
Per presunti danni durante il trasporto su una nave da carico, distrugge 4.703 automobili nuove, invece di rivenderle come hanno fatto gli americani con le macchine recuperate dal fango alluvionale di Katrina |
Tutto è iniziato due anni fa, in pieno Oceano Pacifico, quando la nave mercantile Cougar Ace, con a bordo 4703 automobili nuove della Mazda, per spostamento del carico, si è inclinata a 60 gradi, rimanendo in questa posizione per giorni, prima di essere raddrizzata.
L'incidente ha creato un dilemma tra i responsabili della casa automobilistica: cosa fare con le auto rimaste per tanto tempo in posizione inclinata, legate con le catene di sicurezza? Nessuno sapeva con certezza l'entità del danno per effetto della fuoriuscita d’oli e liquidi corrosivi, colati sulle parti vitali delle automobili.
La Madza ha preferito distruggere le sue 4703 automobili (un valore che si aggira sui 100 milioni di dollari), a differenza delle case automobilistiche americane che hanno rivenduto - come nuove - ad ignari acquirenti in America Latina, le cosiddette "Automobili di Katrina", quelle con la sabbia nei motori e l'elettronica in avaria, recuperate dal fango di New Orleans.
Jeremy Barnes, della Mazda, direttore affari per il Nord America, dice:
"Noi non potevamo correre il rischio di rovinare il prestigio del marchio Mazda, costruito con un duro lavoro nel corso degli anni, abbiamo creato una linea di smontaggio, per distruggere tutte le parti delle automobili, con guardie armate a pattugliare il sito per impedire i furti, in particolare quello dei convertitori catalitici, ricchi di metalli preziosi come il platino".
Liberamente tradotto da The Wall Street Journal
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Ricordate Silvio? è tornato con le sue promesse, per mantenerle, afferma che lavora 20 ore al giorno per risollevare l'Italia a l'Alitalia |

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Forse il progetto ipotizzato è già nato in laboratorio per prelevare organi per i trapianti? |
Lo scienziato Calum MacKellar, docente di bioetica e biochimica all'università di Edimburgo ha detto: |
Basta con le solite classiche e-mail, ecco Fuzzmal, espressione emotivamente alternativa all'invio della posta elettronica, per sorprendere i tuoi amici |